La cultura della morte

colturadella

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di Shorsh Surme
Per poter sgozzare bisogna avere la cultura della morte, e solo con questa cultura orribile si può ciò a cui stiamo assistendo in Iraq. La cultura di ogni individuo o di ogni popolo determina i suoi comportamenti……

Ci sono dei popoli che hanno subito e continuano a subire le ingiustizie e i massacri più feroci ma non hanno mai praticato atti di terrorismo per far conoscere la propria sofferenza o sostenere la propria causa.
Per esempio i curdi che sono stati suddivisi arbitrariamente tra quattro stati Iran,Turchia,Siria e Iraq in quest’ultimo hanno subito dei veri i propri genocidi: 5 mila morti gasati, 182 mila desaparecidos, 8 mila maschi dai 8 anni ai 18 anni prelevati del villaggio di Barzan e uccisi colpevoli solo di essere figli di partigiani, 5 mila villaggi rasi al suolo e migliaia arrestati e condannati a morte, ma a nessuno dei familiari di questi caduti è passato per la mente di compiere un atto terroristico, magari farsi saltare ad una fermata dell’autobus, o far saltare un’autobomba per uccidere degli innocenti, o ancora prendere in ostaggio donne e bambini per poi ucciderli in nome della propria libertà o per la propria indipendenza!.
Io credo che in questo momento si è in discussione il mondo arabo, questo mondo così complesso ed impenetrabile ha il dovere di interrogarsi sulla sua cultura e suoi figli che si chiamavano e si chiamano Ben Laden, Al Zarqawi o Al Zuahery, e Al Baghdadi, finché non è troppo tardi, e soprattutto aprirsi al mondo esterno è farsi conoscere, perché l’Islam non è solo arabo o viceversa.
Leggi tutto: http://it.sputniknews.com/blogs/20160419/2510802/cultura-della-morte.html#ixzz46UWgihnp

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