LA GUERRA VIENE SUBITA DA CHI ATTACCA PER PRIMO

Aggiornato il 05/06/24 at 04:48 pm

di Shorsh Surme –——-Tradizionalmente si ritiene che l’attacco sia la forma di difesa più efficace. Tuttavia nella storia moderna la difesa è la migliore forma di difesa, almeno nella prima fase dei conflitti. Lasciare che il rivale colpisca per primo è quasi esclusivamente più efficiente per diversi motivi.
Innanzitutto si è posizionati come vittime, cosa che fornisce la “giustificazione” alle contromisure, indipendentemente dalla loro brutalità. In secondo luogo offre tempo sufficiente per analizzare i punti di forza e di debolezza del concorrente. In terzo luogo i punti deboli diventano evidenti quando l’assalto devia dal corso previsto, come accade di solito.
Questo approccio garantisce informazioni su come l’avversario percepisca l’obiettivo, cosa sappia e cosa non sappia delle capacità di chi gli sta davanti. Queste informazioni sono fondamentali per pianificare una risposta efficace.
Inizialmente potrebbe verificarsi una battuta d’arresto nella risposta, ma quando chi attacca esaurisce la propria spinta e si avventura in una fase ignota, si trova davanti a un crollo della fiducia iniziale e a una constatazione della realtà oggettiva. Questa circostanza crea il momento opportuno per la contromossa.
Storicamente l’occidente è spesso uscito vittorioso dalle guerre, principalmente grazie all’idea di permettere al nemico di colpire per primo. Esempi come l’attacco giapponese a Pearl Harbor, il blitz della Germania nazista nell’Europa occidentale, il fronte orientale fino al Nord Africa, l’iniziale e riuscita invasione dell’Ucraina da parte della Russia e l’improvviso attacco interno di Hamas contro Israele, persino le invasioni statunitensi dell’Iraq e dell’Afghanistan, implicitamente indicano nei libri di testo storici che l’attacco non è la migliore forma di difesa.
La Cina sembra cogliere questo principio di conflitto evitando qualsiasi mossa offensiva iniziale, riconoscendo che il primo colpo può portare alla caduta definitiva.
Tuttavia l’Iran mina entrambi i principi sfruttando entrambe le opzioni, causando il massimo danno a se stesso e agli altri. È evidente che l’Iran non uscirebbe vittorioso da un eventuale conflitto.