La Turchia bombarda villaggio di cristiani in Iraq

shanashin

Aggiornato il 03/05/18 at 04:38 pm

shanashin

Le truppe turche hanno agito con il pretesto della lotta contro le postazioni dei curdi del PKK. L’azione è bollata come “totalmente ingiustificata” e si ……

fa appello al governo autonomo del Kurdistan iracheno affinchè adotti “le misure necessarie per difendere i propri cittadini”
La Turchia ha bombardato la scorsa notte il villaggio iracheno di Sharanish, nel governatorato di Dohuk, abitato da cristiani caldei e assiri. I bombardamenti hanno diffuso il panico tra la popolazione, costretta a fuggire verso la citta’ di Zakho in piena notte, con condizioni meteorologiche caratterizzate dalla neve e dal freddo pungente A darne notizia e’ il Patriarcato di Babilonia dei Caldei, che attraverso i suoi canali ufficiali esprime ferma condanna dell’azione militare turca, definendola “totalmente ingiustificata” e facendo anche appello al governo autonomo del Kurdistan iracheno affinche’ adotti “le misure necessarie per difendere i propri cittadini”. L’attacco – riferisce il comunicato diffuso dal Patriarcato e pervenuto all’Agenzia Fides – e’ stato compiuto “con il pretesto della lotta contro le postazioni dei curdi del PKK (Partiya Karkeren Kurdistan, Partito dei Lavoratori del Kurdistan)”. Una nota di protesta e’ stata inviata dal Patriarcato caldeo anche all’ambasciata turca a Baghdad. Negli anni Ottanta, la cittadina era stata completamente devastata durante le campagne militari compiute dall’esercito iracheno contro i curdi. Dopo la fine del regime di Saddam Hussein, parte della originaria popolazione cristiana era tornata ad abitare il villaggio, anche per fuggire alle violenze anti-cristiane sempre piu’ frequenti nelle aree urbane di Baghdad e Mosul. Il villaggio ospita anche decine di famiglie cristiane fuggite nel 2014 dalla piana di Ninive davanti all’avanzata dei jihadisti dello Stato Islamico (Daesh). Gia’ nell’agosto scorso Sharanish e altri villaggi dei monti Qandil abitati da cristiani erano stati fatti oggetto di raid aerei durante le operazioni militari compiute in quell’area dall’esercito turco contro i curdi del PKK.
Fonte: Corriere quotidiano

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