Iraq, l’Isis rapisce 1200 bambini


di Raffaello Binelli

La denuncia del portavoce del Kurdistan democratic party: “I bambini sono stati portati al campo di al-Salamiya per essere addestrati”………. tagliagole dell’Isis continuano le loro scorribande. A Mosul, capitale del “califfato” in Iraq, i jihadisti avrebbero rapito 1.227 bambini.
La denuncia il portavoce del Kurdistan democratic party, Said Mimousini. I bambini sono portati al campo di al-Salamiya per essere addestrati”, denuncia il portavoce del Kurdistan Democratic Party della città. Secondo alcune testimonianze – su cui però non ci sono conferme – nel famigerato campo l’Isis avrebbe creato un vero e proprio dipartimento per addestrare i minori di 18 anni, sia al combattimento che agli attacchi suicidi. Una scuola per jihadisti da inculcare nelle menti dei più giovani, mandandoli allo sbaraglio nel loro folle disegno criminale.
A Palmira, invece, tra le antichissime rovine romane, l’Isis ha piazzato mine e ordigni esplosivi. Lo riferisce l’Osservatorio per i diritti umani (Ondus). “Non sappiamo perché abbiano minato le rovine, se per distruggerle o per impedire l’avanzata dei governativi”, afferma l’Ondus. L’Ong riferisce poi di bombardamenti dei caccia di Damasco sulla città, che hanno causato vittime, e violenti combattimenti a al-Baiarat al-Gharbia. Secondo l’Ondus, le forze siriane “stanno avanzando”.
A Mosul si muore anche di fame
Nelle mani dello Stato islamico dal giugno 2014, oggi a Mosul sono morte diciassette persone a causa della malnutrizione. Secondo il portavoce del Kurdistan democratic party “ogni giorno diverse persone muoiono di fame negli ospedali della seconda maggiore città dell’Iraq, dove la situazione peggiora giorno dopo giorno”. Secondo quanto riferito dalla giornalista irachena Suha Oda in una recente audizione alla commissione Affari esteri della Camera dei Deputati, “non c’è alcun tipo di rifornimento e di commercio con Mosul: l’unica cosa che arriva è il cibo proveniente dalle zone siriane, ma la popolazione ha difficoltà ad acquistare anche a causa del taglio degli stipendi pubblici effettuato dal governo centrale iracheno”.
A Tikrit torna la normalità
Gli uffici e i servizi pubblici hanno riaprerto a Tikrit, città natale di Saddam Hussein in Iraq, strappata alla fine di marzo dalle forze lealiste ai jihadisti dell’Isis dopo oltre nove mesi di occupazione. Lo ha annunciato una fonte del quartier generale della polizia federale, mentre i civili che erano fuggiti stanno facendo lentamente ritorno. “La situazione è calma – ha sottolineato la fonte – e le famiglie che tornano stanno cercando di riprendere la vita normale. I servizi pubblici verranno ripristinati sia per coloro che sono tornati, sia per quelli che rientreranno in città nelle prossime settimane”. Le autorità assicurano che a Tikrit potranno trovare provvisoriamente rifugio anche le famiglie costrette ad abbandonare le aree di Baiji e di Shirqat,
più a nord, dove i combattimenti proseguono con le milizie dello Stato islamico.Fonte:il giornale
 

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