Iraq. L’Isis avanza: l’esercito si ritira perché è demotivato


di Shorsh Surme

L’Iraq sta cadendo a pezzi. Dopo l’occupazione della città di Ramadi da parte dell’Isis e la ritirata del demotivato esercito iracheno, è in corso la fuga di massa della popolazione anche da al-Anbar, città irachena sulla sponda… sinistra del fiume Eufrate, immediatamente a sud del Nahr Isā e del canale Sakhlawiyyeed.
Secondo il portavoce dell’amministrazione provinciale di al-Anbar, Muhannad Haimour, i morti degli scontri nelle ultime ore sarebbero 500, e Ramadi sarebbe caduta dopo che l’esercito regolare si è ritirato dalla città.
Si è ripetuta la stessa dinamica del giugno dello scorso anno a Mosul, quando un intero esercito ben armato ha abbandonato la città, la vecchia Nineve, senza opporre alcuna resistenza, lasciando nella mani dell’Isis la seconda città dell’Iraq, con armi, munizioni, veicoli corazzati e molto denaro.
Sono già 115mila gli sfollati che stanno cercando di trovare il rifugio nella Regione autonoma del Kurdistan. L’offensiva lanciata dai militanti del Daesh, lo Stato Islamico dell’Iraq e della Siria (Isis), sia nel triangolo sunnita, sia nelle province settentrionali e centrali irachene, ha chiarito in modo definitivo che Iraq e Siria sono oramai le due cime inseparabili di un arco di instabilità che attraversa i due paesi arabi.
Accade tutto questo per colpa di un governo incapace di gestire la sicurezza del paese.
Da tempo l’Isis stava cercando di inserirsi ad al-Anbar stringendo accordi in chiave anti-governativa con le tribù e con vari gruppi ribelli sunniti e la stessa dinamica sembra essere stata attuata con successo anche a Mosul, nel nord. Non è un caso che lo sceicco Ali Hatem al-Suleiman al-Dulaimi, della tribù Dulaim, una delle principali del paese, abbia dichiarato di recente che fra i combattenti dell’Isis il 7 – 10% è composto da ex militari dell’esercito di Saddam Hussein e di membri delle milizie baathiste.
I popoli dell’Iraq sono sempre più convinti che per uscire da questa situazione, è necessario dividere il paese in tre stati, uno sunnita, uno sciita ed uno curdo.

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