Ankara risponde alle accuse di Baghdad sulla vendita del petrolio curdo


La Turchia ha insistito sul fatto che l’esportazione del petrolio iracheno proveniente dalla regione autonoma del Kurdistan sia un affare prettamente interno all’Iraq, sminuendo così la posizione di Baghdad, la quale……. ha accusato la Turchia di aver peggiorato la situazione sul controllo delle risorse irachene. «Le entrate per la vendita del petrolio in Turchia verranno distribuite in base a norme che gli stessi fratelli iracheni stabiliranno», ha dichiarato il ministro dell’energia turco Taner Yildiz, rispondendo alle domande dei giornalisti nella giornata di ieri, ad Ankara.
Il trasporto del petrolio dalla regione autonoma del Kurdistan alla Turchia, cominciato il mese scorso, ha raffreddato i rapporti sia tra Baghdad e Ankara, che tra Baghdad e Arbil. Il carico di petrolio curdo ha lasciato la Turchia 10 giorni fa, a bordo di una petroliera della United Leadership, spingendo il governo iracheno a presentare un’istanza di arbitrato internazionale contro Ankara per agevolare la vendita. Il governo centrale iracheno ritiene che la Oil Marketing Organization (SOMO) è l’unica a possedere l’esclusiva della vendita del greggio proveniente da tutto il paese, compresa dunque la regione del Kurdistan, e considera le esportazioni unilaterali di puro “contrabbando”. Il Kurdistan s’è invece sempre appellato alla gestione delle risorse così come esplicitato nella costituzione irachena.
 

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