La festa di Newroz e il messaggio di pace

Aggiornato il 03/05/18 at 04:32 pm


di Shorsh Surme

E’ stato atteso per tutta la mattinata di ieri il messaggio di Newroz, del leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK) Abdullah Ocalan detenuto nel carcere di Imrali . Infatti, Ocalan ha dichiarato il cessate il fuoco e ed ha…… invitato i militanti del partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK) di ritirarsi dal territorio turco, in nome della pace, ma soprattutto ha scritto Ocalan per “la costruzione di una nuova Turchia. Le armi devono tacere e i pensieri e le idee che devono parlare”.
Questo messagio di Abdullah Öcalan, detto Apo, classe 1948, è il leader del Partito dei Lavoratori del Kurdistan – Partîya Karkerén Kurdîstan (PKK). E’stato catturato dei servizi segreti turchi a Naiobi in kenya nel 1999. Ora, è detenuto nel carcere dell’ isola di Imrali nel mare di Marmara. Ha dato la speranza a milioni di curdi non solo in Turchia, ma anche in Iraq, in Iran e in Siria, che finalmente si può parlare di pace, anche se sono consapevoli che la strada sarà molto tortuosa , ma bisogna lottare per portare avanti il processo di pace tra i due popoli Turchi e Curdi, e l’ unica strada auspicata anche da Ocalan è quella del dialogo.
Infatti, anche nel messaggio veniva sottolineato il rapporto tra i due popoli : “E ‘tempo per l’unità. Turchi e curdi hanno combattuto insieme a Çanakkale [durante la prima guerra mondiale], e hanno lanciato il parlamento turco insieme nel 1920 “, ha scritto nel messaggio. “Chiedo a tutti di costruire modernismo democratico per sfuggire alle pressioni che sono chiaramente contro la storia e la fraternità” .
Il messaggio del leader è stato letto da Pervin Buldan e da Sirri Süreyya Önder, entrambi dal Partito della Pace e della Democrazia (BDP), che ha 36 parlamentari in Turchia e nelle ultime lezioni aveva ottenuto 6,58% dei voti.
Il premier turco Recep Tayyip Erdogan in visita all’Aja ha detto che la dichiarazione di Abdullah Ocalan per una cessazione delle ostilità “è stato accolto positivamente”.
Non dimentichiamo che in 30 anni di guerra tra i due popoli è stata causata la morte di oltre 40mila persone, interi villaggi curdi distrutti e la popolazione costretta a rifugiarsi nelle grandi città come Istanbul.
 

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