Kurdistan: bloccato lo stipendio dei dipendenti pubblici da parte del governo Al Maliki


di Shorsh Surme

Mentre la popolazione curda in Kurdistan dell’Iraq si sta preparando per celebrare i due eventi tristissimi nella propria storia del popolo, quello del bombardamento con le armi chimiche sulla cittadina di Halabja e …….. della famigerata operazione “Al Anfal” del regime di Saddam Hussein che fece sparire più di 180mila curdi (donne, bambini,anziani, disabili e malati) – e non si sa ancora che fine abbiamo fatto – il governo sciita di Al Maliki – nella foto – ha bloccato lo stipendio dei dipendenti pubblici nella regione federale del Kurdistan nei mesi di gennaio e febbraio del 2014.
Infatti, come previsto della costituzione, la regione del Kurdistan dovrebbe ricevere del governo centrale di Baghdad il 17% del budget (20 mila miliardi di dinari, circa 17 miliardi di dollari ma il governo di Maliki non è intenzionato a ottemperare al proprio dovere così ha messo in crisi intere famiglie, in quanto la loro unica entrata è lo stipendio per andare avanti.
Al Maliki diventò il primo ministro nel 2006, nominato direttamente del presidente della Repubblica Federale Irachena, il curdo Jalāl Tālabānī, dopo la rimozione dell’ex primo ministro Ibrāhīm al-Jaʿfarī.
Da allora, la situazione non è mai tornata del tutto calma. Anzi, dopo il ritiro totale dell’esercito Usa, avvenuto due anni fa, non passa giorno senza autobombe e vittime.
Infatti, tutti i problemi dell’Iraq non affrontati in questi ultimi due anni si notano nel famoso triangolo Sunnita e in particolare nella provincia di Al Anbar.
Dal mese di dicembre del 2013, l’organizzazione per uno stato Islamico in Iraq, legato ad Al Qaeda, ormai controlla diverse zone, tra queste la città di Falluja e Ramadi, estromettendo sia il potere locale del governo iracheno che le milizie sunnite locali.
Solo un mese fa, molti profughi della provincia Sunniti di Anbar sono arrivati in Kurdistan.
Infatti, il ministero dei Profughi e delle migrazioni della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, durante una conferenza stampa, aveva annunciato l’intenzione di avviare un processo di registrazione per gli sfollati della provincia di Anbar, le persone in condizioni di emergenza che necessitano assistenza umanitaria.
Secondo il ministero, la maggior parte di loro è in attesa del miglioramento della situazione della sicurezza per tornare nelle rispettive aree.
Sicuramente questa accoglienza da parte dei curdi ai Sunniti non è andata giù a molti dirigenti dell’attuale governo Sciita di Baghdad, in primis il premier Al Maliki.
 

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