In Siria massacri senza fine (ma i media non ne parlano)

Aggiornato il 03/05/18 at 04:40 pm


di Shorsh Surme

In Siria continua la carneficina. Solo ieri sono state uccise più di 152 persone, donne, bambini e anziani. La città maggiormente colpita è Aleppo, che ormai è diventata un cimitero a cielo aperto……. Nessuna associzione umanitaria – perfino la Croce Rossa Internazionale – riesce ad intervenire per aiutare la popolazione e per tirare fuori intere famiglie da sotto la macerie dei palazzi bombardati con i cacciabombardieri del regime.
Ora, come se non bastasse la violenza e la repressione esercitata da parte del regime di Assad, ci sono le organizzazioni terroristiche e fondamentaliste legate ad Al Qaeda che hanno ucciso in due mesi 1000 esponenti dell’opposizione. Questi gruppi jihadisti vorebbero creare un emirato dell’Islam in Iraq e in Siria.
Non dimentichiamo che, durante la guerra in Libia, siamo stati bombardati dai media sul fatto che bisognava intervenire per salvare la popolazione civile dal massacro da parte del regime di Gheddafi. Da tre anni accade la stessa cosa, se non più grave, in Siria e i media sono in silenzio. Come sempre, due pesi e due misure. Ricordiamo che gli esseri umani sono essere umani ovunque.
La crisi siriana è esplosiva da tutti i punti di vista. La primavera araba cominciata nelle piazze tunisine per poi arrivare in Egitto, nello Yemen e in Libia si è accartocciata su se stessa.
Non dimentichiamo che il diritto di “ingerenza umanitaria” – che fu sancito dai bombardamenti su Belgrado nel 1999 e dalla controversa defenestrazione di Gheddafi (favorita dall’alto con la “no fly zone” dello sgambettante Sarkozy) – per i popoli siriani si è già arenato.
Ora la situazione diventa sempre più difficile, con l’ingerenza iraniana a favore del regime e quella turca a favore della popolazione civile, anche se i dirigenti turchi stanno minacciando di entrare in guerra se i tre milioni e mezzo di curdi cercassero di proclamare la loro terrra, il Kurdistan della Siria, una regione autonoma. Anche da questo atteggiamento si capisce che la difesa turca alla popolazione siriana sia esclusivamente strumentale per i propri interessi geopolitici e strategici. Putroppo la curdofobia in Turchia è una realtà.
Russi e cinesi, poi, continuano a opporsi a qualsiasi tipo di intervento. Perché? La mia risposta è che sia durante l’ex Unione Sovietica che con la Russia federale la Siria è stata considerata l’ultimo bastione contro l’Occidente. Invece per la Cina è diverso. Pechino ha un problema da sempre con la Nato. Non accetta nessun intervento perché, secondo i cinesi, qualsiasi intervento è strumentale agli interessi occidentali.
Occidente che, tuttavia, non ha alcuna voglia di mettere pressione su Mosca e Pechino.
 

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