Turchia: corte appello, genitori possono chiamare figlia Kurdistan


La Corte d’Appello turca ha concesso a una coppia di chiamare la figlia, ‘Kurdistan’, un nome che in Turchia e’ bandito perche’ considerato sedizioso……. E’ quanto riferisce la stampa locale. In primo grado, a Yunus ed Elif Toprak era stato ingiunto di cambiare nome alla neonata, perche’ questo costituiva un “insulto alla societa’” e aveva sentenziato che la bimba, allora di 23 mesi, fosse ribattezzata con il nome di Helin, un nome proprio molto comune nella provincia sudoccidentale di Sanliurfa. La Corte d’Appello ha invece ribaltato la sentenza di primo grado dicendo che i genitori hanno il diritto di chiamare i loro figli come vogliono, anche nel caso in cui l’origine del nome sia straniero. Di origini indoeuropee, i curdi risalgono ai Medi persiani, in maggioranza di credo islamico sunnita, vivono nelle regioni montuose tra Iran, Iraq, Siria e Turchia e, nel corso dei secoli, hanno mantenuto le loro radici in termini di lingua, cultura e sistema tribale. I curdi non sono ne’ arabi, ne’ turchi o persiani, ma vengono spesso visti come una minaccia politica da tutti e quattro i paesi dove abitano. Fino al 2002, la Turchia ha bandito l’uso della lingua curda e il suo insegnamento nelle scuole e le parole Kurdistan e curdo erano proibite nei discorsi pubblici. Le autorita’ consideravano l’uso di queste parole come un sostegno al PKK, il Partito dei lavoratori del Kurdistan, che reclama l’indipendenza e, piu’ di recente, l’autonomia delle regioni curde site nel sud-est del paese. Un fragile processo di pace e’ attualmente in atto tra Ankara e i gruppi ribelli dopo che il leader storico del PKK in prigione, Abdullah Ocalan, ha lanciato l’appello in favore di uno storico cessate il fuoco nello scorso mese di marzo.
(AGI) – Istanbul, 13 lug.

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