La Turchia si prepara all’invasione del Kurdistan iracheno?


di Shorsh Surme

25 agosto 2011 – Nel maggio 2010 la Turchia perse 9 persone in un attacco israeliano alla nave Freredom Flotilla, convoglio di Ong che era in navigazione verso Gaza con un carico di aiuti umanitari. Allora il Premier turco Recep Tayyip Erdoğan non esitò a definire l’azione israeleana come terrorismo di Stato ed ha preteso le scuse del governo di Gerusalemme.
Ma Erdogan non ha pensato di chiedere scusa ai curdi dell’Iraq, dopo che i suoi caccia bombardieri hanno ucciso ingiustamente 9 cittadini inermi, con la scusa e con il pretesto di colpire le basi del Partito dei lavoratori del Kurdistan (PKK), che lotta per la libertà di 20 milioni di curdi del Kurdistan della Turchia.
Non è la prima volta che la Turchia viola la sovranità del territorio della Regione del Kurdistan, che è una parte integrante del territorio della Repubblica Federale dell’Iraq senza nessuna indignazione da parte della comunità internazionale.
La dirigenza Turca deve sapere che con azioni violente allontana il processo della pace tra i due popoli curdi e turchi e, non solo, potrebbe deneggiare la sua economia. Le imprese turche, infatti, in questi ultimi anni, stanno faccendo guadagni milionari con il Kurdistan dell’Iraq.
Ma la cosa che sta preoccupando la popolazione curda in Iraq è la proposta del Consiglio di Sicurezza Nazionale della Turchia (MGK), l’organo che rappresenta i ruoli decisionali dello Stato turco, cioé oltrepassare il confine del Kurdistan dell’Iraq militarmente dopo le festività del mese di Ramadan.
Questa intenzione turca, in un momento così difficile per il Medioriente, non farebbe altro che gettare benzina sul fuoco.
 

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