Turchia/ Akp di Erdogan al 50% dei voti, ma non basta


Istanbul, 13 giu. (TMNews) – In Turchia l’Akp del premier Erdogan trionfa nei consensi, ma non nei seggi. Complice la legge elettorale, che ha premiato l’aumento di voti registrato anche dall’opposizione, il capo dell’esecutivo islamico-moderato Recep Tayyip Erdogan e il suo Partito per la Giustizia e lo Sviluppo, si ritrovano dopo le legislative di ieri in una situazione quasi paradossale: hanno fatto il pieno di voti, con il 50%, ma potranno contare su appena 326 deputati. Una cifra lontanissima dal 367 deputati che Erdogan sperava di portare nel nuovo parlamento e che gli avrebbe permesso di operare le riforme costituzionali – e la svolta presidenzialista che a molti appariva il vero ‘sogno’ del premier – senza nemmeno sottoporle a referendum. Meno persino dei 330 deputati necessari per operare le riforme costituzionali senza bisogno di altri partiti.

Soddisfatte tutte le opposizione e a buon diritto. Il Chp sotto la guida di Kemal Kilicdaroglu ha sfiorato il 26% di preferenze, riscattandosi dal deludente 20,8% delle elezioni del 2007, e conquista 135 deputati, nonché 3,5 milioni di elettori in più. Ottima la prova del Mhp che ha conservato praticamente invariati i consensi del 2007, 13% (contro il 14,2% del 2007 per 54 deputati) nonostante il pesante scandalo sessuale che lo aveva travolto durante la campagna elettorale e che secondo molti avrebbe finito per penalizzarlo pesantemente.

Da sottolineare poi il ‘boom curdo’. I deputati indipendenti che entrano in parlamento ad Ankara infatti sono 36. Di questi una buona parte saranno curdi: la minoranza quindi può sperare di vedere abbattuto il limite dei 30 seggi per formare un gruppo parlamentare.
 

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