Il mistero dei luoghi: Göbekli Tepe nel Kurdistan della Turchia

Aggiornato il 03/05/18 at 04:36 pm


Non appena vidi le pietre seppi che se non me ne fossi andato immediatamente sarei rimasto qui per il resto della mia vita.”
Klaus Schmid, archeologo responsabile degli scavi
“Göbekli Tepe è il più importante sito archeologico del mondo” David Lewis-Williams, docente di archeologia presso l’Università Witwaterstrand di Johannesburg
Göbekli Tepe è un sito archeologico nel territorio montuoso del Kurdistan turco, presso la città di Şanlıurfa, al confine con la Siria. Gli scavi archeologici che sono in corso dal 1995 – diretti dal professore Klaus Schmid dell’Istituto archeologico germanico e in collaborazione con le autorità locali – lo fanno risalire a 12’000 anni fa.
E’ innanzitutto la datazione a rendere straordinario questo luogo. 12’000 anni fa, in epoca mesolitica, con l’ausilio di forze e mezzi a noi ignoti uomini primitivi eressero quello che appare come un imponente santuario, composto da decine di pietre a forma di T, alte sino a tre metri, accuratamente intagliate ed incise, disposte in cerchi da cinque a dieci metri di diametro.
Una sistemazione, quella del cerchio, che naturalmente riconduce a connotazioni rituali e che quasi 9’000 anni più tardi venne ripresa all’altro capo del mondo, nella ben più famosa Stonehenge. Come accadde a Stonehenge, anche i costruttori di Göbekli Tepe trasportarono da chissà dove ed eressero in cerchio blocchi pesanti decine di tonnellate.
Però, differentemente da Stonehenge, il popolo di Göbekli Tepe incise accuratamente ogni pietra con simboli e raffigurazioni di animali. In un’intervista apparsa sul giornale SonntagsZeitung, Klaus Schmid ebbe a dichiarare che “con queste incisioni quegli uomini antichi volevano comunicare qualcosa agli uomini futuri. Un messaggio preciso che ancora non siamo stati capaci di capire.”
Incisioni dunque, disegni accurati e precisi, figure di animali, decorazioni puntiformi e geometriche, cerchi, dischi, mezzelune, immagini ritualistiche che fanno pensare alla pratica di un culto di tipo sciamanico. Questo e la forma circolare dei monumenti fanno pensare che 12’000 anni fa Göbekli Tepe fosse sorto come un luogo di culto. Poi, attorno al 9’500 la regione fu interessata da un importante cambiamento climatico, con una sostanziale crescita della temperatura e questo dovrebbe aver determinato una progressiva sedentarizzazione delle genti che frequentavano il sito per scopi cultuali. Il sito cambiò la sua destinazione primaria: non più unicamente luogo di culto ma anche luogo residenziale. Il ritrovamento di grandi quantità di semi hanno fatto desumere che la comunità che negli anni si era raccolta a vivere attorno ai monumenti megalitici, con il passare del tempo potrebbe aver avuto difficoltà a mantenersi unicamente con la caccia e la raccolta di erbe e bacche. Sarebbe dunque passata dallo stadio di cacciatori-raccoglitori a quello di coltivatori. Stando a queste conclusioni l’agricoltura sarebbe nata proprio a Göbekli Tepe, il luogo abitato più antico di tutti.
Un fatto assai curioso si produsse all’incirca 8’000 anni fa, quando il sito fu completamente seppellito. Non si era trattato di un evento naturale, magari per effetto dei venti o di scosse sismiche, quanto piuttosto di un preciso intervento dell’uomo. Il sito venne volutamente sepolto sotto migliaia di tonnellate di terra che con il passare del tempo presero la forma di colline, rilievi artificiali nel terreno che nei secoli si coprirono di sassi, terra ed erba e divennero tutt’uno con il paesaggio.
Le ragioni di tutto ciò intrigano gli studiosi, che se da un lato sono riusciti a scoprire la volontaria cancellazione di Göbekli Tepe dall’altro ancora non riescono a trovarne il motivo. Vi sono soltanto supposizioni.
Parallelamente alla ricerca di una risposta a questi misteri proseguono anche gli scavi. Ad oggi solo una parte del sito è stata portata alla luce. Indagini geomagnetiche hanno rivelato la presenza sottoterra di altri 200 megaliti disposti in forme circolari.
fonte:Ticinilive.ch

 

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