Da oggi on line la versione araba del Museo virtuale dell’Iraq. La presentazione alla XIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico


Da oggi gli abitanti di ogni angolo del Golfo Persico potranno ammirare i piatti Halaf – esemplari della più pregevole produzione vascolare di tutta la preistoria mesopotamica – gli avori di Nimrud, le decorazioni della Madrasa Al-Mirjaniya: ovvero alcune delle bellezze racchiuse nel Museo Nazionale dell’Iraq di Baghdad dal 2003 nell’elenco dei luoghi mondiali della cultura distrutti dalle guerre. Ciò sarà possibile grazie al “Museo Virtuale dell’Iraq”, ricostruzione digitale di una delle importanti istituzioni espositive al mondo, realizzata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche italiano per conto del Ministero degli Affari Esteri. Già online da un anno in italiano ed inglese, da oggi finalmente anche gli internauti arabi potranno goderne filmati, schede e approfondimenti grazie all’espansione del progetto nella loro lingua. Un passaggio non da poco, considerato che tra la dittatura trentennale e le conseguenze del conflitto, il Museo è tutt’oggi inagibile in gran parte e di conseguenza non fruibile neanche dagli stessi cittadini di Baghdad. L’iniziativa, che rientra tra gli interventi civili dell’Iraq Task Force, è stata presentata in anteprima alla XIII edizione della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico, promossa e realizzata dalla Provincia di Salerno e dalla Regione Campania e ideata e diretta da Ugo Picarelli della Leader sas. Ad esporne le caratteristiche e soprattutto la valenza sociale sono intervenuti a Paestum Massimo Bellelli Consigliere Coordinatore e Responsabile dell’Iraq Task Force, Roberto De Mattei Vice Presidente del CNR, Massimo Cultraro Responsabile Scientifico del progetto “Museo Virtuale di Baghdad”, Massimo Vidale Archeologo del MiBAC, Roberto Parapetto Consulente del Centro Scavi di Torino per la ricostruzione del Museo di Baghdad.
La realizzazione made in Italy nasce dal “riconoscimento della Task Force del valore aggiunto a livello internazionale dell’Italia nell’archeologia – ha spiegato Massimo Bellelli – un settore per cui ci stiamo prodigando in Iraq anche e soprattutto dal punto di vista della formazione, il cui livello di aggiornamento è fermo a 30 anni fa, creando i restauratori e dirigenti museali del futuro”.

Il programma completo e i momenti più salienti dell’evento su www.borsaturismo.com
Info 0828.851386

Be the first to comment

Leave a Reply

L'indirizzo email non sarà pubblicato.


*