Iraq : ancora morti . Governo cercasi disperatamente


di Shorsh Surme

Si continua a morire in Iraq. Domenica, in un attacco da parte dei terroristi di Al Qaeda alla chiesa siro-cattolica di Nostra Signora della Salvezza di Baghdad, hanno perso la vita 57 persone tra civili e soldati. Ancora, due giorni prima, in un attentato suicida perpetrato in un bar a Baluba, nella provincia di Diyala, i morti sono stati almeno 25 civili che si trovavano all’interno del bar.

I popoli dell’Iraq sono molto preoccupati per la situazione del paese, dato che – a quasi otto mesi dalle elezioni di 7 marzo scorso – l’Iraq è ancora senza un governo a causa di una lotta spietata tra le forze politiche per arrivare al potere in un paese che dopo sette anni dalla caduta del regime dittatoriale di Saddam non riesce ancora a trovare un po’ di pace e serenità.

I nuovi dirigenti dell’Iraq continuano a girare i paesi limitrofi come l’Iran, l’Arabia Saudita, la Turchia e la Siria aspettando da loro una conferma per la formazione di un governo. Come fossero loro a dover decidere il destino del popolo Iracheno.

Nonostante gli intensi negoziati dietro le quinte, da settimane le forze politiche irachene non riescono a mettere insieme la maggioranza di 163 seggi necessaria per formare un nuovo governo come sancito dalla nuova Costituzione federale irachena.

Ora, ci vorrebbe un esecutivo forte e legittimato dal voto popolare per poter affrontare i seri problemi del paese come: la questione della sicurezza, l’occupazione giovanile, la povertà, la corruzione nei partiti ma soprattutto nel apparato statale, ecc. Problemi tecnici come aumentare la produzione di petrolio, e le leggi elettorali che hanno continuato a rimandare a causa delle dispute tra i più grandi gruppi etnico-religiosi.

La mancanza di sviluppo e il divario tra le forze politiche permette ai terroristi di continuare i loro attacchi in Iraq, minando una democrazia nascente.

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