Iran: dissidente accusa la Nokia-Siemens di essere “complice” di Teheran nel violare i diritti umani


 Issa Saharkhiz, prigioniero politico iraniano, ha presentato denuncia contro la Nokia-Siemens, accusando la compagnia di essere complice del governo di Teheran nella violazione ai diritti umani per “aver venduto strumenti di sorveglianza tecnologica e per il controllo di network wireless e via internet all’Iran”. Grazie a queste strumentazioni, Saharkhiz è stato rintracciato e arrestato e da oltre un anno è rinchiuso nella prigione di Evin, dove ha subito torture e maltrattamenti. La denuncia è stata presentata ieri dai suoi legali negli Stati Uniti presso la Corte federale. Saharkhiz, 57 anni, già direttore di ‘ Aftab’ e ‘ Akhbar-e Eghtesad’, due giornali iraniani, ha lavorato nell’amministrazione del presidente Kathami. È stato arrestato il 20 luglio 2009 dopo le manifestazioni seguite alle contestate elezioni presidenziali che hanno visto la vittoria di Mahmoud Ahmadinejad. Pur cambiando residenza ogni giorno e usando al minimo il cellulare e Internet, egli è stato scoperto dalla polizia, che lo ha internato nell a prigionr di Evin con l’accusa di “insulto alla leadership, propaganda contro il regime e pubblicazioni di falsità attraverso interviste sulla stampa straniera”. Secondo Saharkhiz, dato che l’Iran è conosciuto per le violazioni delle leggi internazionali e dei diritti umani, la Nokia-Siemens non doveva vendere le sofisticate strumentazioni di controllo. Solo Paesi che mostrano rispetto per i diritti umani dovrebbero avere facilità a possedere questi strumenti. Saharkhiz ritiene che il suo arresto in un villaggio del nord Iran, lo scorso anno, è risultato diretto della vendita delle tecnologie Nokia-Siemens al governo iraniano. Lo scorso gennaio la Nokia-Siemens ha annunciato di aver ridotto il suo commercio con l’Iran. Secondo alcune fonti di informazioni, il colosso tecnologico ha solo bloccato futuri contratti, ma rimangono attivi i contratti precedenti. (fonte: agenzia Asia News)

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