Aggiornato il 30/10/26 at 10:43 am
di Shorsh Surme———Gli studenti curdi sono scesi in piazza per il secondo giorno consecutivo in diverse località della Siria nordorientale, protestando contro la decisione del ministero dell’Istruzione siriano di limitare l’insegnamento della lingua curda a tre ore settimanali. Le manifestazioni, iniziate in concomitanza con il nuovo anno scolastico, hanno coinvolto numerosi istituti della regione della Jazira, dove gli studenti chiedono il riconoscimento del curdo come lingua d’insegnamento accanto all’arabo.
A Qamishlo, una delle principali città a maggioranza curda della Siria nordorientale, gli studenti di diverse scuole hanno organizzato manifestazioni e sit-in per contestare le disposizioni ministeriali. Durante le proteste sono stati esposti striscioni con slogan come «Lunga vita alla lingua curda», «Vogliamo solo i nostri diritti» e «La nostra lingua non è una materia facoltativa».
Al centro delle contestazioni vi è la decisione ministeriale indicata come n. 964/2068, che prevede soltanto tre ore settimanali dedicate all’insegnamento del curdo. Una misura giudicata insufficiente dagli studenti, secondo i quali la lingua madre non può essere considerata una semplice materia aggiuntiva, ma deve costituire parte integrante del percorso educativo.
Le proteste hanno interessato anche Tel Tamer, dove gli studenti della scuola Adnan al-Maliki hanno organizzato un sit-in, scandendo slogan contro le limitazioni introdotte dal ministero. I manifestanti hanno ribadito che la lingua curda rappresenta una componente fondamentale dell’identità culturale della popolazione locale e che il suo insegnamento dovrebbe trovare uno spazio più ampio nei programmi scolastici.
Le richieste non si limitano all’aumento delle ore settimanali, ma riguardano il riconoscimento del diritto a ricevere un’istruzione nella propria lingua madre. Secondo gli studenti, garantire l’insegnamento in curdo significherebbe anche preservare il patrimonio linguistico e culturale delle comunità locali e riconoscere la diversità che caratterizza la società siriana.
Nei giorni precedenti, sempre a Tel Tamer, residenti e attivisti avevano partecipato a una manifestazione contro la decisione ministeriale, chiedendo che il curdo fosse adottato come lingua principale d’insegnamento negli istituti scolastici, accanto all’arabo.
Analoghe iniziative sono state organizzate a Jal Agha, dove gli studenti della scuola del villaggio di Kharbi Jahwa, nella zona di Aliyan, hanno manifestato nel cortile dell’istituto per chiedere che le lezioni e i programmi scolastici siano impartiti nella loro lingua madre.