Aggiornato il 24/09/26 at 02:22 pm
di Shorsh Surme ——— La Turchia e l’Iraq hanno annunciato mercoledì di aver raggiunto un accordo per il trasferimento graduale di una base militare turca nel nord del Paese al governo iracheno. A seguito di colloqui a New York, le due parti hanno inoltre dichiarato di aver concordato di porre fine alla presenza di “elementi armati proibiti” nel nord dell’Iraq.
Dopo un incontro tra il primo ministro iracheno Ali Zaidi e il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan, tenutosi a margine dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, è stata diffusa una dichiarazione congiunta che annuncia l’intesa per rafforzare la cooperazione in materia di sicurezza.
Il comunicato afferma che le due parti “hanno concordato di estendere la piena autorità dello Stato iracheno a Sinjar e di porre fine alla presenza di elementi armati stranieri proibiti”, un chiaro riferimento ai militanti curdi, alcuni dei quali operano nella regione montuosa di Sinjar, nel nord dell’Iraq.
La Turchia sta portando avanti un processo di pace che, nelle sue intenzioni, dovrebbe portare al disarmo del Partito dei Lavoratori del Kurdistan (PKK), organizzazione considerata fuorilegge, e alla conclusione di un conflitto che dura da decenni. La dichiarazione precisa: “Nell’ambito dei progressi compiuti dall’Iraq attraverso le misure di sicurezza, le forze turche cederanno gradualmente il campo di Bashiqa Zilkan al governo federale iracheno, secondo il meccanismo e la tempistica concordati”. La struttura si trova nel nord dell’Iraq, nei pressi di Mosul.
Un comandante militare iracheno a conoscenza dei colloqui ha riferito che il ritiro graduale delle forze turche dal campo di Bashiqa e da un’altra piccola base vicino a Mosul dovrebbe essere completato entro la fine dell’anno. Non vi è stato, al momento, alcun commento da parte turca sulla tempistica.
Ankara aveva schierato truppe vicino a Mosul nel 2015, sostenendo la necessità di addestrare e proteggere le forze irachene e i combattenti locali arabi sunniti, turkmeni e curdi impegnati nella preparazione della battaglia contro il gruppo Stato Islamico, che aveva conquistato Mosul nel 2014. Questo dispiegamento aveva provocato una disputa con Baghdad, che ne aveva chiesto il ritiro, mentre Ankara insisteva sulla natura della missione, volta a contrastare lo Stato Islamico. La Turchia mantiene tuttora diverse basi nella regione, che afferma essere essenziali per la tutela della propria sicurezza nazionale.