Regno Unito. Gli Usa ritirano i bombardieri B-1 da Fairford dopo gli arresti per un presunto complotto

Aggiornato il 05/10/26 at 04:36 pm

di Shorsh Surme ——– Gli Stati Uniti hanno ritirato i bombardieri B-1 dalla base RAF Fairford, nel Regno Unito, circa una settimana dopo l’arresto di cinque uomini nei pressi dell’installazione militare con l’accusa di preparazione di atti terroristici, nell’ambito di un’indagine che prende in considerazione anche la possibilità di un coinvolgimento iraniano nel presunto complotto.
Un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense ha confermato che tutti i bombardieri schierati a Fairford sono rientrati nelle rispettive basi negli Stati Uniti, senza specificare le ragioni della decisione.
La polizia britannica aveva arrestato cinque uomini il 27 settembre con l’accusa di reati ai sensi della legge sugli esplosivi e di preparazione di un atto terroristico, salvo poi rilasciarli su cauzione in attesa di ulteriori indagini. Successivamente è stato fermato un sesto sospetto, un uomo di 25 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana. Le forze antiterrorismo hanno dichiarato di stare valutando tutte le piste, compreso il possibile coinvolgimento di uno Stato straniero.
L’episodio è avvenuto nei pressi della base RAF Fairford, circa 145 chilometri a ovest di Londra. A dare l’allarme sarebbe stato un agricoltore locale, che aveva notato tre grossi furgoni bianchi parcheggiati vicino all’installazione e un gruppo di uomini con il volto coperto correre verso un campo. The Times ha riferito che un altro testimone, che aveva contattato la polizia, figurava tra i cinque uomini successivamente arrestati.
Gli agenti armati sono intervenuti nella zona, arrestando i cinque sospetti a Wilford, a circa 1,6 chilometri dalla base, evacuando alcune abitazioni vicine e perquisendo tre veicoli. Inizialmente gli uomini erano stati fermati per presunti reati legati alla normativa sugli esplosivi; successivamente la polizia ha confermato che l’indagine riguardava anche la preparazione di un possibile atto terroristico.
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha affermato che i soggetti coinvolti stavano pianificando di provocare «danni significativi», mentre il segretario di Stato Marco Rubio ha parlato della possibile presenza di un «attore straniero» dietro il presunto complotto. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, lo scorso luglio, avevano definito la base un «obiettivo legittimo».
La polizia antiterrorismo britannica ha confermato di stare indagando sulla possibilità di un coinvolgimento statale. Anche il primo ministro britannico ha fatto riferimento alla pista iraniana.
Un uomo di 25 anni con doppia cittadinanza britannica e iraniana è stato arrestato giovedì a Londra nell’ambito di un’indagine definita dalla polizia «estremamente complessa». Il sospetto è stato successivamente rilasciato su cauzione.
Una settimana dopo i primi arresti, un funzionario del Dipartimento della Difesa statunitense ha dichiarato che tutti i bombardieri americani presenti a Fairford erano rientrati negli Stati Uniti. Non è stato tuttavia indicato ufficialmente un collegamento tra il rientro degli aerei e l’indagine britannica.
Una fonte militare della NATO ha affermato che le valutazioni continuano a indicare l’Iran come una seria minaccia per gli interessi statunitensi nel Regno Unito.