Aggiornato il 23/08/26 at 01:14 pm
di Shorsh Surme ———– «Il Canada vuole i vantaggi di uno stato americano… senza esserlo!» Con questa dura replica al Primo Ministro canadese Mark Carney, il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha commentato il fallimento dei negoziati commerciali tra i due Paesi e la nuova escalation della guerra tariffaria. Trump ha aggiunto: «Basta!», accusando Ottawa di imporre dazi elevati agli agricoltori americani da anni.
Il rapporto tra Stati Uniti e Canada non è mai stato una semplice relazione commerciale tra due Paesi confinanti, ma una delle partnership economiche più integrate e complesse al mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, questa relazione si è trasformata in un campo di battaglia, culminando ora in una nuova fase di tensione dopo il fallimento dell’ultimo round di negoziati, l’introduzione di nuovi dazi statunitensi e la risposta canadese con misure di ritorsione.
Dazi e contro dazi: l’escalation
Nell’ultimo capitolo della crisi, gli Stati Uniti hanno imposto dazi del 50% su importazioni canadesi per un valore di circa 20 miliardi di dollari, in vigore dal 22 agosto, dopo il fallimento dei negoziati all’ultimo minuto. Il Primo Ministro Carney ha risposto annunciando dazi equivalenti, in vigore dall’8 settembre, su una serie di prodotti americani.
Da partner economico ad arena di confronto
Per decenni, l’economia canadese è stata strettamente legata a quella statunitense: gli USA erano il principale mercato di esportazione del Canada, mentre molti settori americani dipendevano da materie prime e beni canadesi.
Il ritorno di Trump alla Casa Bianca ha riportato la questione dei dazi al centro delle relazioni bilaterali. Dall’inizio del suo secondo mandato, Washington ha utilizzato le tariffe come strumento di pressione su vari dossier, estendendo il confronto a settori come acciaio, alluminio e industria automobilistica.
Col tempo, la disputa è diventata più di un semplice conflitto sul prezzo delle merci: è diventata parte di una rinegoziazione complessiva delle relazioni commerciali tra i due Paesi.
Perché i negoziati sono falliti?
Entrambe le parti cercavano un accordo che riducesse le tensioni e ristabilisse la stabilità degli scambi transfrontalieri, ma i colloqui si sono interrotti all’ultimo minuto.
Carney ha dichiarato che Washington ha presentato richieste ritenute inaccettabili da Ottawa, riguardanti:
• industria automobilistica,
• condizioni commerciali,
• limiti alla capacità del Canada di concludere accordi con altri Paesi.
Dopo l’interruzione dei colloqui, Ottawa ha sospeso i negoziati e le delegazioni canadesi sono tornate a casa proprio mentre entravano in vigore i nuovi dazi statunitensi.
Trump inasprisce le tensioni
L’escalation non si è fermata ai dazi. Dopo l’annuncio delle misure di ritorsione canadesi, Trump ha pubblicato un messaggio su Truth Social affermando che «il Canada vuole i benefici di uno stato senza esserlo», richiamando la sua idea — più volte ripetuta — di trasformare il Canada nel 51° Stato degli USA.
Ha aggiunto che Ottawa ha imposto dazi elevati agli agricoltori americani per anni, concludendo con un secco: «Basta!».
Queste dichiarazioni mostrano che la disputa non è più solo economica: coinvolge sovranità, identità nazionale e relazioni politiche.
Carney: “L’America è cambiata”
Carney ha adottato un tono insolitamente duro nei confronti di Washington, sostenendo che il Canada deve proteggere i propri interessi. Ha affermato che i nuovi dazi statunitensi sono stati concepiti «per danneggiarci e dividerci», ribadendo che Ottawa non accetterà concessioni che compromettano la sua sovranità o la sua autonomia commerciale.
“Dollar for dollar”: la risposta canadese
Il Canada non si è limitato a protestare: ha annunciato una risposta diretta. I nuovi dazi canadesi, in vigore dall’8 settembre, colpiranno prodotti statunitensi tra cui:
• acciaio,
• elettronica,
• prodotti lattiero caseari,
• attrezzature e macchinari agricoli,
• altri beni strategici.
Ottawa sostiene che le sue misure saranno equivalenti a quelle statunitensi, nel tentativo di reagire senza danneggiare settori fortemente integrati con l’economia americana.
Secondo gli economisti, è difficile per Washington e Ottawa sostenere una guerra commerciale prolungata senza subire costi significativi, data l’interconnessione delle catene di approvvigionamento e la dipendenza reciproca delle imprese.
Il rapporto è cambiato per sempre?
Questa è la domanda centrale della crisi. Lo scontro commerciale arriva dopo mesi di tensioni, minacce statunitensi, dazi in escalation e risposte canadesi. Le dichiarazioni di Trump, inclusi i riferimenti al “51° Stato”, hanno aggiunto una dimensione politica delicata a una disputa inizialmente economica.
Ciò che rende questa fase particolarmente significativa è che i negoziati sono falliti proprio quando sembravano vicini a un accordo. Solo pochi giorni prima, Trump aveva parlato di «grandi progressi», prima che tutto si interrompesse e i nuovi dazi entrassero in vigore.
Il rapporto tra Washington e Ottawa è così passato da un tentativo di ricostruire un accordo commerciale a uno scambio di dazi, accuse e minacce, segnando una delle crisi più profonde nella storia delle relazioni tra i due Paesi.