Aggiornato il 02/05/26 at 01:03 pm
di Nurgül ÇOKGEZİCİ——– LEOPOLI — Esiste una diplomazia che non si misura solo nei vertici ufficiali, ma nei gesti, nei linguaggi condivisi, nella capacità di costruire relazioni anche nei contesti più fragili. È quella che si è vista a Leopoli, dove una delegazione italiana arrivata da Milano il 25 aprile ha partecipato a una missione che intreccia cultura, impegno civile e cooperazione internazionale.
L’iniziativa è stata promossa da Natalia Siassina, alla guida delle associazioni VITAWORLD e VITAUKR, realtà da tempo impegnate nel rafforzare il dialogo tra Italia e Ucraina. Il progetto ha riunito istituzioni, società civile e mondo creativo, dando vita a un programma fitto di incontri e momenti di confronto.
La delegazione italiana era composta da amministratori locali, professionisti e artisti: Natalia Siassina, Diana De Marchi, Cristina Giudici, Anna Maria Borando, Alessandro Cini, Edoardo Pagnini, Luca Dall’Olio, l’artista Jean-Philippe, Bruno Neri, Mariela Magallanes, Nurgül Çokgezici e Melissa Nur.
A tenere insieme i fili di un dialogo complesso ma necessario è stata Elena Zadiraka, il cui lavoro di mediazione ha reso possibile un confronto diretto e continuo tra le delegazioni.
Il viaggio si è inserito nella cornice degli “Italian Days – Lviv 2026”, piattaforma culturale che utilizza moda e arte come strumenti di connessione. Tra gli eventi più seguiti, il Fashion Battle – Finale, organizzato dal Fashion College Lviv con Oksana Hodan, in collaborazione con VITAWORLD, VITAUKR e Terre des Hommes Italia. Una competizione che ha messo in scena il valore simbolico della creatività come forma di resistenza.
La sfilata Fashion for Freedom, ospitata al Politecnico di Leopoli, ha ribadito questo messaggio: la moda come linguaggio universale capace di raccontare libertà e identità. Parallelamente, la mostra “Athlètes of Art” ha aperto uno spazio di riflessione sull’arte contemporanea in tempi di crisi.
Sul piano istituzionale, uno dei momenti più significativi è stato la tavola rotonda “World With Women – Italia–Ucraina”, ospitata nella sede del Consiglio regionale di Leopoli e dedicata al ruolo dell’uguaglianza di genere nei processi di ricostruzione. Un tema tutt’altro che teorico in un Paese segnato dalla guerra.
A guidare il confronto sono state Solomiya Rybotytska e Dana Mekhedova, che hanno sottolineato come le donne stiano assumendo un ruolo sempre più centrale nella società ucraina: nelle istituzioni, nel volontariato, persino nelle forze di difesa.
Dal lato italiano è emersa la volontà di rafforzare collaborazioni concrete, soprattutto nei programmi contro la violenza domestica e per l’inclusione socio-lavorativa. Un percorso già avviato, come ricordato da Diana De Marchi, che ha evidenziato il crescente inserimento delle donne ucraine nel tessuto economico italiano.
Più che una missione, quella di Leopoli è stata una presa di contatto diretta con una realtà che resiste e si riorganizza: una società civile attiva, istituzioni presenti e una rete femminile che rappresenta uno dei motori più solidi della ricostruzione.
In questo contesto, la diplomazia culturale si conferma uno strumento concreto, capace di andare oltre le dichiarazioni e di costruire relazioni durature. Perché, anche nei momenti più difficili, il dialogo resta una delle forme più efficaci di cooperazione.