Aggiornato il 01/05/26 at 08:06 pm
di Melissa Nur ——A Milano, città simbolo dell’industria della moda, sta emergendo una voce giovane ma già sorprendentemente incisiva: Melissa Nur, designer di soli 17 anni, nata e cresciuta nel capoluogo lombardo ma profondamente legata alle sue radici curde. Il suo lavoro si distingue per un tratto preciso: trasformare la moda da semplice espressione estetica a linguaggio capace di raccontare storie, conflitti e identità.
Melissa ha iniziato prestissimo. A 16 anni ha già portato in passerella le sue prime creazioni, attirando attenzione non solo per lo stile, ma per il contenuto. La sua prima sfilata non è stata una presentazione tradizionale: uno degli abiti, ispirato alla treccia di una giovane donna uccisa nel Rojava, è diventato una vera e propria performance. Un gesto che chiarisce subito la direzione del suo percorso: la moda come spazio di memoria e resistenza.
Il marchio che ha fondato, “ROJ-Mİ”, racchiude il senso della sua identità. “Roj”, che significa “sole” in curdo, si intreccia con “Mi”, abbreviazione di Milano. Una sintesi simbolica che riflette il suo vissuto tra due mondi e che si traduce in collezioni dove cultura, appartenenza e contemporaneità convivono.
Le sue creazioni sono anche dichiarazioni politiche. Il primo abito bianco è stato dedicato a Pippa Bacca, artista e attivista per la pace, come denuncia contro la guerra. Il secondo omaggio è andato a Jina Mahsa Amini, diventata simbolo della lotta per i diritti delle donne in Iran. La terza creazione è stata dedicata alla giovane designer curda Rubina Aminian, vittima dei conflitti. Ogni capo diventa così un racconto, un gesto di memoria e una presa di posizione.
Dietro questa visione c’è anche un forte contesto familiare. Sua madre, Nurgül Çokgezici, è una figura attiva nel mondo accademico e sociale, con un background che spazia tra psicologia, criminologia e attivismo. Crescere tra eventi culturali, manifestazioni e ambienti creativi ha influenzato profondamente lo sguardo di Melissa.
Un altro elemento centrale del suo lavoro è l’esperienza migrante. Melissa racconta come crescere tra culture diverse le abbia fatto comprendere quanto le opportunità non siano distribuite equamente. Nei suoi progetti emerge spesso un richiamo alla dignità e ai diritti di migranti e rifugiati, temi che affronta con sensibilità ma anche con fermezza.
Oggi Melissa Nur sta guadagnando visibilità non solo a Milano, ma anche in altri contesti europei, partecipando a eventi e piattaforme internazionali. Il suo percorso suggerisce una direzione chiara: la moda può essere molto più di un’industria, può diventare uno spazio di espressione politica, identitaria e sociale.
Nonostante la giovane età, Melissa non è solo una designer emergente, ma una voce narrativa della sua generazione. Il suo lavoro dimostra che anche una passerella può trasformarsi in un luogo di consapevolezza e cambiamento.