Ucraina. L’Europa cerca un canale con Putin mentre resta ai margini dei negoziati Usa-Russia

Aggiornato il 22/12/25 at 03:48 pm

di Shorsh Surme –——–In un cambiamento radicale che potrebbe rimodellare il panorama geopolitico europeo, il continente si sta muovendo verso l’apertura di canali di comunicazione diretti con Mosca, dopo la crescente frustrazione per l’approccio dell’amministrazione Trump alla guerra in Ucraina.
Escluse dai negoziati tra Stati Uniti e Russia, le capitali europee stanno prendendo atto del fatto che la loro sicurezza nazionale e la loro sovranità strategica rischiano di diventare ostaggio di un accordo che potrebbe essere raggiunto senza alcuna consultazione. Questa consapevolezza ha spinto leader come il presidente francese Emmanuel Macron a chiedere pubblicamente l’avvio di un nuovo dialogo con il Cremlino.
Tuttavia, l’esperto ucraino Glenn Grant, in un’intervista esclusiva ad Azad News, mette in guardia contro qualsiasi tentativo di negoziare con il presidente russo, affermando che non possono esserci trattative con Vladimir Putin.
Con una mossa sorprendente, Macron ha annunciato a Bruxelles, al termine di un vertice europeo che ha approvato un prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, che «è diventato utile tornare a parlare con Vladimir Putin». Il presidente francese ha sottolineato che «europei e ucraini hanno un interesse diretto nel trovare il contesto giusto per riprendere questa discussione nel modo corretto. Altrimenti, rischiamo di parlare solo tra di noi, mentre i negoziatori andranno poi a trattare da soli con i russi», definendo questo scenario «non ideale».
Le dichiarazioni arrivano in un momento di crescente frustrazione europea per l’esclusione dai colloqui diretti tra Stati Uniti e Russia, avviati da Trump senza la piena partecipazione degli alleati europei, suscitando un’ondata di preoccupazione in tutto il continente.
Domenica, in un passaggio significativo, il presidente russo ha espresso la propria disponibilità a un dialogo diretto con la controparte francese. Il portavoce del Cremlino, Dmitrij Peskov, ha confermato all’agenzia RIA Novosti che Putin è «pronto al dialogo» con Macron.
La presidenza francese ha accolto con favore questa apertura. L’Eliseo ha dichiarato: «È positivo che il Cremlino abbia pubblicamente accettato questo approccio. Nei prossimi giorni decideremo la strada migliore da seguire». Tuttavia, Peskov ha aggiunto che l’Europa dovrebbe «parlare con Washington per chiarire la propria posizione», sottolineando come Mosca sia ben consapevole che una spaccatura nel fronte euro-americano giochi a suo favore. Maggiore è la discordia tra gli alleati dell’Ucraina, più forte diventa la posizione negoziale di Putin.
Le preoccupazioni europee vanno oltre la semplice esclusione dai negoziati in corso, mediati dagli Stati Uniti, tra Ucraina e Russia, e riguardano anche la natura di un eventuale accordo. I funzionari europei temono che i colloqui tra Trump e Putin possano sfociare in una «pace imposta» all’Ucraina, compromettendo la sicurezza dell’intero continente.
Kaja Kallas, Alto rappresentante dell’Unione Europea per gli Affari esteri, ha definito le recenti mosse degli Stati Uniti «accondiscendenti» e ha criticato l’esclusione di Europa e Ucraina dai negoziati, avvertendo: «Se un accordo viene raggiunto alle nostre spalle, semplicemente non funzionerà».
L’amministrazione Trump ha inoltre chiarito che all’Ucraina non verrà concessa l’adesione alla NATO e che la riconquista dei territori occupati è considerata un obiettivo «irrealistico», una posizione che coincide pienamente con le richieste del Cremlino.