IRAQ. BIDEN RITIRERÀ I MILITARI, MA IL PAESE È INSTABILE

Aggiornato il 05/08/21 at 10:47 pm

di Shorsh Surme –Il presidente degli Stati Uniti Joe Biden ha dichiarato che la missione americana in Iraq sarà terminata entro la fine dell’anno, la decisione è stata confermata in occasione del suo incontro con il primo ministro iracheno Mustafa al-Kadhimi alla Casa Bianca il 26 luglio scorso.
La visita di al-Kadhimi a Washington era sotto la spinta dei gruppi sciiti filo-iraniani per fissare un calendario per il ritiro delle truppe dall’Iraq. Rimarranno 2.500 soldati americani in Iraq con un ruolo ufficialmente consultivo e di addestramento ai soldati iracheni.
La richiesta del ritiro di tutte le forze straniere in Iraq è cominciata quando l’anno scorso il Parlamento federale iracheno aveva approvato una risoluzione non vincolante che chiedeva alle forze straniere di lasciare il paese, dopo che il vice comandante della milizia irachena Abu Mahdi al-Muhandis era stato assassinato dagli Stati Uniti insieme al generale iraniano Qasam Soleimani a Baghdad, nel gennaio 2020.
Riuscirà da solo l’Iraq ad affrontare i ripetuti attacchi e le continue distruzioni ad opera dell’Isis, come pure le continue minacce da parte di milizie come al-Hasha al-Shabi, la principale coalizione di milizie sciite nata contro gli interessi dell’occidente in Iraq proprio per conto dell’Iran?
Solo dall’inizio di quest’anno, secondo i dati raccolti dall’Istituto curdo Mir, sono stati segnalati 27 attacchi contro interessi statunitensi in Iraq. L’Iran ha sempre negato il suo coinvolgimento.
Non va tuttavia dimenticato che l’Iraq, a 18 anni dalla caduta di Saddam Hussein, è ancora un paese distrutto e in balia sia del terrorismo internazionale che di quello nazionale. Un paese che galleggia su petrolio, ma i cui cittadini devono fare la fila per ottenere 5 litri di benzina, con la disoccupazione giovanile alle stelle (gli ultimi dati indicano il tasso al 27%), la corruzione e la mala politica, tutte cose che stanno mandando il paese alla rovina.
Gli iracheni comprendono che il clima di sicurezza in Iraq è fortemente legato alle dinamiche politiche interne del paese.