Kurdistan: gli USA confermano il loro appoggio. Tensioni tra Erbil e Teheran

By staff RR –  (Rights Reporter) – Il vice Segretario di Stato degli Stati Uniti, John J. Sullivan, è arrivato ieri in visita al Kurdistan iracheno dove ha incontrato il Primo Ministro curdo, Nechirvan Barzani. Al centro dell’incontro le difficoltà nelle relazioni tra Baghdad ed Erbil, gli attacchi turchi nella regione e il nuovo fronte aperto da Teheran proprio contro i curdi iraniani, un fronte che di recente si è spostato verso il Kurdistan iracheno accusato da Teheran di appoggiare gli indipendentisti curdi iraniani con l’aiuto del Kurdistan Democratic Party – Iran (KDP-I). Il vice Segretario di Stato americano, John J. Sullivan, in visita in Kurdistan . Sullivan ha ribadito l’appoggio degli Stati Uniti alla regione del Kurdistan iracheno e ai curdi siriani del YPG, specie dopo le minacce lanciate da Erdogan nei giorni scorsi in merito a un imminente allargamento dell’invasione turca ad est del fiume Eufrate. Nell’incontro, tra le altre cose, è stato affrontato anche il problema relativo al nuovo fronte iraniano aperto da Teheran contro i curdi iraniani, un fronte che di recente è debordato verso il Kurdistan iracheno dove, secondo i Guardiani della Rivoluzione iraniana, la resistenza curda trova rifugio.Gli iraniani avrebbero sconfinato in più di una occasione, soprattutto con droni, per andare a colpire le basi della resistenza curdo-iraniana presenti nel territorio del Kurdistan iracheno. Nelle ultime due settimane gli iraniani avrebbero attaccato con droni le basi curde sul monte Kodo dopo che lo scorso 8 settembre avevano iniziato le operazioni belliche lanciando una salva di sette missili contro la regione del Kurdistan uccidendo almeno 15 civili curdi, il tutto senza che nessuno abbia fatto un fiato. Nel ribadire l’appoggio americano al Kurdistan, Sullivan ha chiesto però al Primo ministro curdo di riaprire i colloqui con il governo centrale iracheno al fine di calmierare almeno quel fronte. Il Kurdistan iracheno è una spina nel fianco dei regimi turco e iraniano che lo considerano come una sorta di Israele nel cuore della regione e per questo si sono opposti con ogni mezzo all’indipendenza del Kurdistan sancita da un referendum tenutosi il 25 settembre 2017.
Fonte: Rights Reporter

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