Iraq al governo tecnico. Ma nel paese del petrolio c’è chi vende un rene per mangiare

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di Shorsh Surme
Dopo l’ultimatum del parlamento iracheno al premier di sciogliere la crisi e presentare un governo tecnico, Haider al-Abadi ha steso una……

. nuova lista di ministri e sottosegretari con l’obiettivo – forse una speranza – di combattere la corruzione che investe la classe politica, in un Iraq che sembra essere proiettato verso il fallimento totale.
Il paese galeggia su petrolio, ma non pochi cittadini sono costretti alla fame; la mancanza di sicurezza ha raggiunto livelli inimmaginabili, con morti e feriti ogni giorno; gli ospedali sono al collasso, serve sangue ma non ci sono donatori, perchè ormai a Baghdad si vende di tutto, sangue e organi compresi.
Alcuni giorni fa un giornale della capitale ha riportato la storia agghiacciante di un uomo disperato, un padre di 7 figli, giunto a Baghdad da una città del sud per vendere un proprio rene ad una banda di trafficanti che avrebbe dovuto pagarglielo 1.500 dollari, ma che poi lo ha lasciato agonizzante e senza un centesimo.
Nel centro e nel sud dell’Iraq mancano acqua potabile, elettricità, combustibile per le auto: vi sono lunghe code ai distributori per qualche litro di benzina, in un paese che è tra i primi produttori al mondo di greggio, risorsa che dovrebbe spettare a tutti i popoli dell’Iraq.
Un quadro drammatico che i governi prima di al-Maliki e poi di al-Abadi hanno colpevolmente sottovalutato per una questione di egemonia e di potere.

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