Il Kurdistan di Giulio Nori

il kurdistan di giulio nori

il kurdistan di giulio nori

“Soprattutto siate sempre capaci di sentire nel più profondo di voi stessi qualsiasi ingiustizia commessa contro……

qualsiasi persona, in qualsiasi parte del mondo”. La frase di Ernesto Guevara, “el Che” è l’incipit della mostra “Primavera in Kurdistan, la terza e la quarta volta” del fotografo parmigiano Giulio Nori che apre martedì 22 dicembre alla Libreria Diari di Bordo-Libri per viaggiare di Parma (borgo Santa Brigida, 9) e chiuderà il 3 febbraio 2016.
Si tratta di una gallery di dodici scatti in bianco nero analogico e dodici a colori digitale, frutto degli ultimi due viaggi di Nori nel Kurdistan turco come osservatore all’interno di una delegazione internazionale. Il contesto è quello del Newroz, il Capodanno curdo che il popolo festeggia il 21 marzo, una festa dell’identità curda all’insegna della resistenza ai tentativi di assimilazione da parte del governo turco. Il lavoro di documentazione di Nori parte proprio dalle emozioni scaturite dal trovarsi a cospetto di un popolo vessato da secoli, ma mai fiaccato. Le foto, di grande impatto, sono accompagnate da un diario minimo che da un lato amplifica le informazioni sul contesto sociale, dall’altro offre frammenti di vissuto quotidiano che rendono l’esperienza “audience friendly”.
La mostra è stata inaugurata a settembre a Salina nell’ambito del Salina Doc Fest 2015, la IX edizione del festival internazionale del documentario narrativo patrocinato dall’Associazione Carta di Roma (fondata dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti) e dalla Federazione nazionale stampa italiana, incentrata quest’anno sul tema “Conflitti e periferie”. Successivamente è stata selezionata per il circuito off del Colorno Photo Life.
Su “Primavera in Kurdistan”, il fotografo Stefano Corso ha scritto: «Nori attraverso i suoi scatti racconta i diversi aspetti della quotidianità apparente di una festa identitaria, fortemente ostacolata dal governo turco tanto da far sembrare, negli anni, la repressione una parte della tradizione stessa. I colori restituiscono calore alla polvere e i suoni della primavera accendono visivamente la fierezza dell’ appartenenza ad una terra arida ma viva».
Giulio Nori, nato a Parma nel 1969, è fotografo freelance e documentarista. Ha co-fondato e presiede l’associazione di documentazione sociale Le Giraffe, ed è socio D.E-R (Documentaristi Emilia-Romagna). Da un anno è tornato a scattare in analogico e ha in corso un progetto in bianco e nero sul disagio abitativo.
La mostra, realizzata in collaborazione con l’associazione Le Giraffe, Progetto Olga, Amemì, Diari di Bordo, resterà aperta dal 22 al 24 dicembre e poi dall’8 gennaio al 3 febbraio.
Gazzetta di Parma

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