Quando una foto cambia il cuore delle persone


Editoriale di Giorgio Groppo*

La foto del bambino trovato senza vita sulla spiaggia turca di Bodrum ha fatto il giro del mondo, tra polemiche e indignazione. Si chiamava Aylan Kurdi, aveva tre anni e veniva da Kobane, la città dell’attuale Kurdistan siriano assediata dai miliziani dello Stato islamico. …….. Questo scatto, diffuso su Twitter, lo ritrae insieme al fratello Galip, di cinque anni, anche lui rimasto ucciso nella traversata tra la costa della Turchia e l’isola greca di Kos. La famiglia del bambino aveva fatto richiesta di asilo in Canada, ma era stata respinta e per questa ragione avrebbe poi tentato il viaggio della speranza affidandosi alle mani dei trafficanti.
La stampa inglese spiega come la zia di Aylan, Teema Kurdi, che ora vive in Canada, sia stata contattata dal padre del bambino, sopravvissuto alla traversata, che le ha dato la notizia della morte dei figli e della moglie. Teema avrebbe tentato invano di far ottenere il visto alla famiglia per trasferirsi in Canada, ma la richiesta sarebbe stata rifiutata a giugno.
Il piccolo Aylan – come racconta The National Post – si trovava a bordo di una delle due barche che si sono capovolte nel mar Egeo poco dopo aver lasciato la riva, a poche miglia dalla costa. Erano dirette all’isola greca di Kos. Insieme al piccolo hanno perso la vita almeno altre dodici persone. Tra loro il fratellino di Aylan, Galip, cinque anni, e la mamma, Rihan, 35enne. Il corpo di Aylan, maglietta rossa e pantaloncini, è stato raccolto da un poliziotto turco.
Questa foto, questa notizia, ha cambiato il cuore delle persone: i più sensibili potrebbero dire che il Mediterraneo è diventato un cimitero, pieno di cadaveri, ma forse questi non avevano un volto, questo invece sì, Aylan era un bambino ed i bambini, si sa, nutrono tenerezza e la storia della sua famiglia ha sconvolto il mondo, gli inglesi hanno sconfessato il muro elevato da un suo Ministro e perfino la fredda Germania ha cambiato giudizio.
Chissà perchè solo le tragedie umane riescono a rendere più sensibili le persone: la politica si divide ma le persone quando hanno il cuore libero riescono a fare le cose più impensabili, come in Ungheria, dove, sfidando il Governo della Nazione, rischiano l’arresto per portare in macchina i rifugiati in Germania. L’amore può tutto, mentre le persone, spesso nella società attuale sono prese dall’insicurezza della quotidianità che genera in loro un senso di precarietà che sfocia nell’egoismo individuale e collettivo.
“Laudato si” l’ultima enciclica di Papa Francesco sulla cura della casa comune, contempla tutto questo, quando afferma che “in questa confusione l’umanità post-moderna non ha trovato una nuova comprensione di sé stessa che possa orientarla e questa mancanza di identità si vive con angoscia. Abbiamo troppi mezzi per scarsi e rachitici fini”. Dobbiamo ripensare ad un’Europa unita sui valori e non sulla difesa del proprio orticello, perché tutti i muri che vengono elevati per proteggere le proprie paure, vengono sempre abbattuti da quanti hanno il potere di interrogare le coscienze. Anche solo con la foto di un bambino senza vita, abbandonato dall’egoismo sul bagnasciuga, accarezzato solo dalle onde che hanno l’incomparabile dono del silenzio.
*Il Presidente Giorgio Groppo Fonte: http://www.targatocn.it
 

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