Un tris di architetti triestini per il museo del Kurdistan Allo studio Metroarea la gara internazionale per la realizzazione di una cittadella dell’arte da 20mila metri quadri a Erbil


di Micol Brusaferro

TRIESTE. La professionalità di un team di architetti triestini sbarca in Iraq dove realizzerà il nuovo museo nazionale del Kurdistan. Lo studio Metroarea ha vinto il concorso internazionale per la realizzazione del New National Museum,…. Museum and Exhibition Gallery of Civilization, Cultural, Heritage and Recent History of Kurdistan, ad Erbil in Iraq. I giovani professionisti Giulio Paolo Paladini, Antonio Baroncelli e Tazio di Pretoro hanno partecipato alla gara insieme ad uno studio di ingegneria di Milano che si occuperà invece della costruzione vera e propria dell’edificio.
«Si tratta del museo di storia nazionale dello stato iracheno autonomo del Kurdistan, la cui capitale è Erbil, ma la cui popolazione è divisa tra cinque nazioni, Iraq, Iran, Siria, Turchia e Armenia. Il museo – spiega Paladini – fa parte di una delle grandi strutture pubbliche che il governo sta realizzando nella città e sarà situata nel Parco del Minareto. Il sito sarà una vera e propria cittadella dell’arte di più di 20mila metri quadri, che si ispira nelle forme alla cittadella millenaria di Erbil, tra i più antichi insediamenti umani al mondo».
Il 10 maggio Metroarea consegnerà ufficialmente la prima parte del progetto, che verrà poi sviluppato successivamente. È ancora presto invece per definire le tempistiche di avvio del cantiere e la chiusura dei lavori, ma di sicuro l’intervento si preannuncia come un’opera imponente e attesa nel Paese che vedrà la presenza sul posto del team triestino.
La città di Erbil ha una storia lunga, alcuni edifici risalgono a ben cinquemila anni fa, e si trova in un crocevia di popoli e culture che ha reso il territorio ricco di testimonianze importanti. «Oltre a contenere le esposizioni permanenti sulla storia millenaria e sul folklore del Kurdistan, avrà un’intera sezione dedicata alle mostre temporanee, con un sistema logistico che permette sia di ricevere che di inviare opere in esposizione in tutto il mondo. Inoltre – prosegue Giulio Paolo Paladini – accoglierà un enorme archivio con annessi laboratori per il restauro, la catalogazione e la conservazione delle opere d’arte, in un caveau sotterraneo, con standard di sicurezza elevatissimi, visto la posizione geografica delicata».
«A completare la struttura un edificio direzionale con uffici, sale riunioni e le aule didattiche per le università locali. L’edificio è studiato per apparire “pesante”, come le strutture storiche in mattoni e argilla, ma allo stesso tempo è alleggerito da tante vetrate e sembra quasi galleggiare sul basamento. È decorato con le trame tipiche dei mattoni in argilla locale e con inserti di ceramiche locali. In più presenta aperture con le traforature tipiche dette moireé. I tagli nella copertura sono studiati per illuminare con fasci di luce naturale l’interno, durante le ricorrenze più importanti».
Lo studio Metroarea, che ha una sede anche a Bologna, è stato fondato nel 2007 dai tre soci, gli architetti Tazio di Pretoro, Giulio Paladini e Antonio Baroncelli, dopo aver acquisito un ricco bagaglio di conoscenze nel settore, con percorsi formativi in Italia e all’estero. Una strada intrapresa subito con successo e tra i tanti incarichi figurano clienti pubblici come Area Science Park o Camera di Commercio di Trieste, mentre tra i privati spiccano grandi marchi come Prada, Ups e Illycaffè.
Tra i lavori prestigiosi ottenuti anche la progettazione del complesso dell’Autodromo di Modena a Maranello, inaugurato nel 2011, mentre è in corso di costruzione una lussuosa villa privata a Ibiza, con tanto di eliporto. Tra i riconoscimenti ricevuti il primo premio nel concorso a inviti per un nuovo complesso residenziale a Lubiana e il terzo premio nel concorso internazionale per il nuovo Campus universitario scientifico di Isola in Slovenia. I progetti di Metroarea sono stati pubblicati anche su riviste internazionali e siti web. Il giovane team, in costante crescita, può contare attualmente su un organico di quindici persone.
Fonte:Il Piccolo di trieste

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