Solidarietà e nessun silenzio per Sakine Fidan Leyla 9-10 gennaio Roma e Parigi


di Doriana Goracci

Era un mercoledì del 2013, il 9 di gennaio, quando Leyla Saylemez 25 anni, Dogan Fidan 31 anni, Sakine Cansiz, 54 anni furono assassinate a Parigi presso la sede del Centro di informazione Kurdistan (CIK): …… avevano in comune la lotta per la libertà del popolo curdo. La mia carissima amica e concittadina Fatma, curda turca, mi aveva preannunciato che il 9 gennaio partirà alla volta di Parigi dove si manifesterà per il secondo anno consecutivo; nessuna giustizia ha spiegato il perchè e trovato i mandanti criminali che hanno messo fine alla vita di queste tre donne, anche se i servizi segreti turchi dovrebbero conoscere molto bene la verità. Il Consiglio democratico curdo di Francia ha organizzato una marcia silenziosa a Parigi Venerdì 9 gennaio: la marcia partirà dal 16 di rue d’Enghien, alle 12.15 e arriverà sulla scena del delitto, al 147 di rue La Fayette, Paris 10 °. Ci sarà una conferenza stampa con la partecipazione delle famiglie delle vittime, uno degli avvocati e rappresentanti delle organizzazioni curde e il supporto per il popolo curdo. I partecipanti potranno deporre fiori in memoria delle tre donne assassinate. Il giorno successivo, Sabato 10 gennaio in Europa saranno organizzate marce simultanee in diversi grandi città europee, a Parigi la marcia inizierà alle 11h et partirà da la Gare du Nord verso la Place de la République. A Roma saremo in Piazza Farnese, davanti l’ Ambasciata Francese il 9 gennaio 2015 dalle ore 13 alle ore 18 con la Rete romana di solidarietà con il popolo kurdo, l’ Ufficio di informazione del Kurdistan in Italia (UIKI), il Centro socio-culturale Ararat, la Coalizione popolare internazionale contro l’ISIS.
Nel Manifesto francese si legge nell’ Appello: “…il 10 GENNAIO 2013, nelle prime ore del mattino, al 147 di rue Lafayette a Parigi, dove si trova il centro di informazione del Kurdistan vennero trovati i ​​corpi senza vita.Uccise con un colpo di pistola alla testa. Per secoli, la nostra gente lotta contro l’oppressione. Siamo a 40 milioni di curdi, ma il nostro paese, il Kurdistan, non è su nessuna mappa, questo ci rende il più numeroso popolo di apolidi.Oggi, le nostre sorelle e fratelli lottano contro la barbarie di Kobanê e pagano a caro prezzo questa lotta universale per l’umanità.Parigi tace, anche se la responsabilità del servizio segreto turco (MIT) è ormai consolidata. Le nostre famiglie non sono state ricevute dalle autorità nazionali.La mancanza di volontà politica è in fase di stallo.Gli sponsor di questi omicidi dormono sonni tranquilli…”
Di seguito riporto l’ invito che mi è pervenuto per l’ Italia.
fonte:reset italia
 

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