Intervista con il Sindaco di Marazabotto per ricordare la città martire Halabja

Aggiornato il 03/05/18 at 04:32 pm


Panoramakurdo e Gulan
: Signor Sindaco: Il 16 marzo prossimo riccorerà il 25° anniversario del bombardamento con armi chimiche sulla cittadina di Halabja nel kurdistan dell’Iraq. L’attacco fu realizzato con gas al cianuro contro la popolazione curda. I morti furono circa 5000; per il crimine contro l’umanità furono processati, tra il 2007 ed il 2008,…….. vari gerarchi del regime di Saddam Hussein (ma non quest’ultimo, già impiccato per altri crimini), tra cui il comandante militare delle operazioni, Ali Hassan Abd al-Majid al-Tikriti], ne ricavò la condanna a morte, eseguita il 25 gennaio 2010. La città di Halabja è diventata la sorelle della città di Marzabotto, due realità lontani ma molto vicini per la loro drammatica storia. Marzabotto nel 1944. Halabja nel 1988. Due eccidi terribili che hanno segnato il secolo scorso. Secondo lei quale l’analogia tra le due città gemellate ?

Sindaco Franchi: Quanto avvenuto nella città di Halabja nel 1988 ed a Marzabotto nel 1944, anche se per opera di regimi diversi, quello sanguinario di Saddam Hussein e quello basato sull’ideologia nazista e fascista di Hitler e Mussolini, sono entrambi crimini contro l’umanità. Non sono semplici azioni di guerra, ma la conseguenza della stessa mano omicida che vuole distruggere tutto ciò che non si piega alla prepotenza ed alla violenza del più forte. Nel Kurdistan iracheno e nel territorio dell’appennino bolognese è stata programmata una distruzione di massa per cancellare comunità orgogliose della propria storia, delle proprie tradizioni di libertà, della propria cultura nel nome di un’deologia aberrante che professava la superiorità di una razza sull’altra e la contemporanea eliminazione di tutto ciò che era diverso. Quindi, città che tanto hanno sofferto, ma che con l’impegno dei propri cittadini hanno saputo ricostruire se stesse ed il proprio futuro, sono un esempio per tutta l’umanità. Ciò che è avvenuto non solo non deve essere dimenticato, ma deve essere fatto conoscere, in particolare alle nuove generazioni. Anche questo è l’impegno che lega Halabja e Marzabotto: lavorare insieme per la memoria è un dovere etico e morale, soprattutto nei confronti delle tante vittime innocenti che hanno sacrificato la loro vita per un mondo migliore. Tale sacrificio va sempre celebrato affinchè non possa più accadere, quale monito per l’intera umanità.
Panoramakurdo e Gulan: La città di marzaborto è riuscito a emergersi di nuovo, quale il vostro consiglio per la rinascità della città martire di Halabja?
Sindaco Franchi: Anche la città di Halabja ha saputo rinascere. Credo che la cosa essenziale sia determinare la massima coesione civile e civica della propria comunità attraverso la partecipazione, applicando i valori universali della giustizia e del rispetto della dignità di ogni uomo. Occorre creare opportunità di crescita e lavoro tali da assicurare uno sviluppo equilibrato, rispettoso dell’ambiente in cui si vive, in modo da soddisfare i bisogni primari di ognuno. Importante è l’impegno individuale nello studio e nel lavoro e l’esempio che la classe dirigente deve sempre dare, cioè operare per il bene comune e non per l’interesse personale, con onestà ed intelligenza.
Panoramakurdo e Gulan: Nella 22° anniversario del massacro nel 2010, il presitente della Repubblica Italiana Giorgio Napolitano disse: “L’Italia è in prima fila fra tutti i paesi che vogliono aiutare il ripristino della sicurezza e della stabilità in Iraq e risollevarsi dai disastri della guerra”.Quale è il vostro messaggio per i curdi in generale e per i cittadini di Halabja in particolare?
Sindaco Franchi: Il messaggio che da Marzabotto vorrei inviare al sindaco Khder Kareem, che ha partecipato l’anno scorso, con una folta delegazione del Kurdistan iracheno, alle celebrazioni del 68° Anniversario della strage di Marzabotto, visita per noi molto gradita, ed a tutti gli abitanti di Halabja è intanto un grande abbraccio nel nome della solidarietà e della fratellanza. Con la realizzazione della scuola che porta il nome di Marzabotto in un luogo tanto lontano quanto simbolico, abbiamo voluto stabilire un rapporto duraturo di amicizia e collaborazione reciproca per sostenere le ragioni della pace, della sicurezza, della coesistenza e cooperazione tra tutti i popoli, contro ogni guerra. I curdi devono vivere in pace, in autonomia e libertà. Il messaggio del nostro amato presidente Giorgio Napolitano rappresenta compitamente il nostro pensiero. L’augurio che rivolgo a tutti noi è non solo continuare insieme il percorso già tracciato, ma irrobustirlo con ulteriori occasioni di scambio e conoscenza tra le nostre realtà sociali, economiche, scolastiche, culturali ed istituzionali.
 

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