Un centro di cardiochirurgia per i bambini del Kurdistan

Aggiornato il 03/05/18 at 04:33 pm


di Filippo Marano

L’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, sin dal 1993, è impegnata in prima fila per combattere le cardiopatie congenite, e da poco tempo ha aggiunto il Kurdistan al lungo elenco di Paesi in cui opera. Lo scorso 18 marzo, infatti, ………. a Duhok, è entrato in attività il primo centro curdo specializzato in cardiochirurgia pediatrica, progettato dai medici dell’associazione
Le cardiopatie congenite rappresentano una delle malformazioni più frequenti alla nascita, nonché la terza causa di morte infantile nel mondo. L’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, sin dal 1993, è impegnata in prima fila per combatterle, e da poco tempo ha aggiunto il Kurdistan al lungo elenco di Paesi in cui opera. Lo scorso 18 marzo, infatti, a Duhok, è entrato in attività il primo centro curdo specializzato in cardiochirurgia pediatrica, progettato dai medici dell’associazione.
Secondo le previsioni, il centro eseguirà 200 interventi l’anno, per un bacino che conta 5 mila piccoli pazienti in attesa di essere operati. Per questo motivo, lo sforzo profuso dall’associazione riguarda anche la formazione sul campo di medici locali come Halkawt Nuri, uno dei cardiochirurghi che hanno recentemente salvato Ayleen.
La bambina, di appena quaranta giorni, era nata con una malformazione nota come trasposizione delle grandi arterie: le probabilità che sopravvivesse erano quasi nulle. «Sono servite otto ore per invertire la circolazione del sangue, ma il cuore della neonata ha reagito bene», racconta Alessandro Frigiola, primario di cardiochirurgia pediatrica all’Irccs Policlinico San Donato di Milano, fondatore e presidente dell’associazione. Dopo dieci giorni, Ayleen era di nuovo a casa.
Storie come questa aiutano a capire quanto sia importante il centro di Duhok, e quanto sia prezioso il lavoro che i medici di Bambini Cardiopatici del Mondo svolgono in questo Paese.
Per l’occasione è stata girata una serie di videoclip che illustrano sia i dati sull’attività che da quasi vent’anni l’associazione porta avanti, sia i dettagli dell’ultima missione in Kurdistan.
Le cardiopatie congenite rappresentano una delle malformazioni più frequenti alla nascita, nonché la terza causa di morte infantile nel mondo. L’associazione Bambini Cardiopatici nel Mondo, sin dal 1993, è impegnata in prima fila per combatterle, e da poco tempo ha aggiunto il Kurdistan al lungo elenco di Paesi in cui opera. Lo scorso 18 marzo, infatti, a Duhok, è entrato in attività il primo centro curdo specializzato in cardiochirurgia pediatrica, progettato dai medici dell’associazione.
Secondo le previsioni, il centro eseguirà 200 interventi l’anno, per un bacino che conta 5 mila piccoli pazienti in attesa di essere operati. Per questo motivo, lo sforzo profuso dall’associazione riguarda anche la formazione sul campo di medici locali come Halkawt Nuri, uno dei cardiochirurghi che hanno recentemente salvato Ayleen.
La bambina, di appena quaranta giorni, era nata con una malformazione nota come trasposizione delle grandi arterie: le probabilità che sopravvivesse erano quasi nulle. «Sono servite otto ore per invertire la circolazione del sangue, ma il cuore della neonata ha reagito bene», racconta Alessandro Frigiola, primario di cardiochirurgia pediatrica all’Irccs Policlinico San Donato di Milano, fondatore e presidente dell’associazione. Dopo dieci giorni, Ayleen era di nuovo a casa.
Storie come questa aiutano a capire quanto sia importante il centro di Duhok, e quanto sia prezioso il lavoro che i medici di Bambini Cardiopatici del Mondo svolgono in questo Paese.

Per l’occasione è stata girata una serie di videoclip che illustrano sia i dati sull’attività che da quasi vent’anni l’associazione porta avanti, sia i dettagli dell’ultima missione in Kurdistan.
fonte:milano today

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