Turchia, l’appello del KNK: “fermate il massacro”


“Come Congresso Nazionale Kurdo (KNK) facciamo appello all’opinione pubblica internazionale, alle ONG democratiche e alle altre organizzazioni internazionali democratiche affinché condannino le azioni dello Stato turco…… . Inoltre, chiamiamo l’UE e gli USA, così come tutti gli altri Stati, a porre l’embargo e a congelare le loro relazioni con la Turchia”.
Secondo quanto si legge nel comunicato stampa diffuso dal Kurdistan National Congress (KNK), la scorsa notte aerei da guerra turchi hanno bombardato Roboski, un villaggio curdo nella provincia sud-orientale di Sirnak, uccidendo almeno 40 civili, molti dei quali bambini e ragazzi.
Tra loro, 24 persone che appartenevano alla stessa famiglia.
Un contadino che è scampato all’attacco aereo, rimanendone ferito, ha raccontato che le bombe hanno risucchiato l’aria rendendola irrespirabile.
I corpi di 35 persone sono stati già rinvenuti, mentre gli altri sono rimasti sepolti sotto le macerie del bombardamento.
Il KNK denuncia inoltre che solo pochi giorni fa il governo turco aveva massacrato dei guerriglieri curdi, facendo uso di armi chimiche e danneggiando irreparabilmente l’ambiente naturale.
Il Kurdistan National Congress punta dunque il dito contro il silenzio della comunità internazionale e contro quegli Stati che forniscono armi, gas e sostegno finanziario a un governo che da una parte continua ad arrestare civili, politici, avvocati, intellettuali e bambini (più di 5mila persone in totale), e dall’altra usa armi convenzionali (e non) anche contro i civili disarmati.
“Come Congresso Nazionale Kurdo (KNK) – conclude il comunicato – facciamo appello all’opinione pubblica internazionale, alle ONG democratiche e alle altre organizzazioni internazionali democratiche affinché condannino le azioni dello Stato turco. Inoltre, chiamiamo l’UE e gli USA, così come tutti gli altri Stati, a porre l’embargo e a congelare le loro relazioni con la Turchia
Fonte:Osservatoriosull’iraq

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