Omar Hawrami alla Mondadori di Alessandria per parlare di Kurdistan e Iraq

Aggiornato il 03/05/18 at 04:34 pm


di Emiliano Bottacco

Ieri sera, alla Libreria Mondadori di via Trotti 58, ad Alessandria, si è tenuto l’incontro pubblico “Dove va il Kurdistan iracheno?” , organizzato dall’associazione “Verso il Kurdistan – onlus”……. Alla serata ha partecipato Omar Hawrami, parlamentare della Repubblica Federale del Kurdistan iracheno L’incontro è stata un occasione per conoscere e approfondire uno degli aspetti meno noti del recente conflitto in Iraq e per riflettere sulle difficoltà della democrazia e della pace in Medio Oriente.
Divisi tra Turchia, Iran, Iraq e Siria, i curdi sono da sempre un popolo senza patria. L’Iraq del nord è il primo Paese in cui i curdi sono riusciti ad avere una propria autonomia, con un Governo e un parlamento autonomi riconosciuti dallo Stato iracheno. E’ un’autonomia fragile e minacciata dalle tensioni con i vicini Iran e Turchia, due Paesi che non riconoscono i curdi all’interno dei loro confini.
I bombardamenti e le incursioni in territorio iracheno, condotti dalle forze armate turche e iraniane per combattere i guerriglieri curdi rifugiati sulle montagne del Nord Iraq, hanno creato una situazione in cui la pace e la ricostruzione post-bellica sono continuamente minacciate. Per questo il Governo del Kurdistan iracheno chiede ai guerriglieri e ai governi di Turchia e Iran di cessare le ostilità e avviare trattative diplomatiche.
“Ogni popolo ha il diritto a chiedere la propria libertà.” ha affermato Hawrami “Noi vogliamo far capire a Siria, Turchia e Iran che vogliamo risolvere i problemi con la pace e che anche noi abbiamo diritto a chiedere un nostro Stato. Questo problema non risolve con la guerra”.
Si tratta di un obiettivo difficile, per cui Hawrami ha chiesto l’aiuto dei Governi, delle imprese e della società civile dei Paesi europei.
“Il nostro sogno” ha precisato “è vivere tutti insieme: qualsiasi popolo e qualsiasi lingua. Il vostro aiuto e ogni vostra parola sono, per noi, più forti di qualsiasi bomba. Noi chiediamo il vostro aiuto: con il vostro aiuto possiamo portare avanti democrazia, sviluppo, istruzione e cultura.”
Fonte:Radiogold

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