In ferie per evitare la persecuzioni


Meglio se vanno in ferie, almeno per un po’. Gli impiegati di fede cristiana nelle amministrazioni pubbliche della provincia di Mossul possono andare in ferie e la loro assenza non verrà conteggiata. Nell’ultima settimana più di 500 famiglie cristiane provenienti da varie zone dell’Iraq si sono spostate nelle province curde del paese, come chiesto dal presidente Jalal Talabani.
Una circolare diffusa dall’amministrazione della provincia di Mossul, nel nord dell’Iraq, a tutti gli uffici pubblici fa sapere che “non verranno conteggiate come assenza le giornate di lavoro non svolte” dagli impiegati cristiani. Secondo il consigliere provinciale Athil Najafi, citato dall’agenzia ‘Voci dell’Iraq’, si tratta di “una soluzione temporanea per contribuire a risolvere i problemi che riguardano i cristiani iracheni, obiettivo dei terroristi di al-Qaeda”.
Da mesi ormai la vita per i cristiani a Mosul è diventata praticamente impossibile per attentati, minacce e omicidi compiuti da falangi islamiche. Per permettere loro di spostarsi verso le zone curde del paese, considerate piu’ sicure, l’amministrazione locale ha chiesto agli uffici dove sono presenti impiegati cristiani di non considerare come assenza ingiustificata la giornate di lavoro non svolte in questo periodo.
In molti infatti hanno gia’ lasciato Mossul e si trovano da giorni nel Kurdistan iracheno. “Il consiglio provinciale – ha aggiuntoil consigliere – ha deciso di concedere loro delle ferie forzate in seguito alla serie di attentati che hanno preso di mira la loro comunità a Baghdad e nella provincia di Ninve”.
E’ stato inoltre chiesto al ministero dell’Istruzione di trasferire gli insegnanti cristiani in aree del paese considerate più sicure.
Fonte: Rainews24
 

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