MedFilm Festival 2010: un tuffo in Algeria e in Kurdistan con “Korkoro” e “Min dît”


Il MedFilm Festival, dall’11 al 21 novembre a Roma, presenta, come di consueto, una ricchissima vetrina sul nuovo cinema mediterraneo e del Medio Oriente. Quest’anno gli ospiti d’onore sono stati Spagna e Libano , ma c’è stato anche un ampio focus su Francia, Marocco, Francia e Belgio. Diversi i Premi Collaterali dati ieri nella cerimonia di premiazione tenutasi all’Auditorium di via della Conciliazione. Non a caso Il Premio alla Carriera è stato dato alla cineasta libanese Jocelyne Saab, che ha parlato delle difficoltà presenti al momento nel suo paese per il cinema e di come Italia e Libano debbano fare fronte comune per andare avanti nonostante la crisi economica mondiale. Ma passiamo ai due premi più importanti, ovvero Amore e Psiche, rispettivamente per la Miglior Espressione Artistica e quello per la Menzione Speciale. Il vincitore di quest’ultimo è stato, meritatamente, il film “Korkoro” del regista francese di origine algerine e gitane Tony Gatlif. Una famiglia di rom vaga in Francia nel 1940. Sono gli anni dell’inizio del Porrajmos, ovvero l’olocausto degli zingari, molto meno noto di quello ebraico. Dal 1940 al 1945, infatti, almeno 500.000 gitani furono internati e sterminati nei campi di concentramento nazisti, insieme a ebrei, handicappati e omosessuali. Il film di Gatlif ci mostra nella sua crudezza la storia di alcuni di loro. Si potevano salvare i nostri protagonisti, grazie ad un francese che lottava contro il nazismo. Ma loro scelgono la libertà e quindi andranno verso morte sicura. Il regista ci porta in un mondo dove Gadji e gitani possono vivere insieme e lottare per gli stessi ideali di libertà. Il tutto è visto con gli occhi innocenti del piccolo Claude, orfano francese, che trova tra i rom una nuova famiglia e soprattutto uno zio pazzo di nome Taloche. È un film assolutamente attuale, basti ricordare le attualissime politiche di Sarkozy contro i rom, che da sempre non hanno vita facile e faticano a integrarsi dovunque. Il premio “Amore e Psiche” per la Miglior Espressione Artistica invece è andato al film turco/curdo “The Children of Diyarbakir” (Min dît) del regista turco Miraz Bezar. Due bambini rimasti orfani nel cuore del Kurdistan turco devono riuscire a sopravvivere da soli negli anni ’90, ricordati per il dramma curdo. Da notare che si tratta del primo film curdo, prodotto con capitali turchi. 19 / 11 / 2010 Ivana Faranda Condividi
Fonte:Ecocinema

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