Iran, lapidazione Sakineh sospesa e sotto revisione


Le autorità iraniane hanno sospeso la condanna a morte tramite lapidazione contro Sakineh Mohammadi Ashtiani, una donna condannata per adulterio. Lo ha riferito oggi il portavoce del ministero degli esteri iraniano Ramin Mehmanparast alla televisione di stato iraniana in lingua inglese Press Tv, dopo che la sentenza aveva suscitato riprovazione e condanna in tutto il mondo.
“Il verdetto sulle vicende extraconiugali è stato fermato ed è al momento sotto revisione”, ha detto il ministro.
La decisione è giunta dopo che il presidente della Commissione Europea Jose Manuel Barroso ha definito la sentenza “barbarie oltre ogni parola”, ultimo di una serie di critiche da parte di potenze estere.
Sakineh Mohammadi Ashtani è stata condannata nel 2006 per adulterio, reato capitale nella repubblica islamica. E’ stata anche accusata di coinvolgimento nell’uccisione del marito. In un’intervista telefonica, Mehmanparast ha detto che l’accusa di omicidio è ancora oggetto di indagine e “sarà emesso un verdetto finale”.
I media iraniani hanno ipotizzato che la donna potrebbe non subire la lapidazione, imposta per certi crimini dalla sharia, legge religiosa che l’Iran ha adottato dopo la rivoluzione islamica del 1979, ma potrebbe essere giustiziata per impiccagione.
“Pensiamo che questo sia un caso normalissimo, questo dossier è simile a quelli che esistono in altri Paesi”, ha detto ancora Mehmanparast, che nell’intervista non ha mai fatto cenno alla parola “lapidazione” ed ha accusato gli Stati Uniti di aver montato un caso che fa scalpore a scopo politico, per colpire l’immagine internazionale del Paese, che rischia sanzioni per il suo programma di sviluppo dell’energia atomica.
In una nota congiunta, i ministri degli Esteri Franco Frattini e delle Pari Opportunità Mara Carfagna hanno commentato positivamente la sospensione decisa.
“La notizia della sospensione della sentenza di lapidazione di Sakineh Ashtani è il risultato di una mobilitazione internazionale di governi e opinioni pubbliche e un importante segnale di ragionevolezza da parte delle autorità iraniane”, dice la nota, rilevando che ne esce incoraggiata la volontà di mantenere su molti temi, anche sensibili, canali di dialogo e di rispetto reciproco.
“Ringraziamo il Capo dello Stato Giorgio Napolitano e le tante istituzioni, le amministrazioni pubbliche, le forze politiche e le associazioni che hanno sostenuto la campagna del ministero degli Esteri e del ministero per le Pari Opportunità ‘Per la vita di Sakineh'”, aggiunge la nota.
TEHERAN, 8 settembre (Reuters) –
 

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