Turchia verso il referendum . Con quale esito ?

Aggiornato il 03/05/18 at 04:37 pm


di Shorsh Surme

Il 12 settembre prossimo il popolo turco è chiamato ad esprimersi attraverso un referendum sulla riforma costituzionale che coincide con il 30° anniversario del colpo di stato militare suscitando i ricordi dolorosi di una repressione brutale da parte dell’esercito turco nel 1980. Durante la repressione circa 50 persone sono state giustiziate, centinaia di migliaia sono state arrestate, molti sono stati torturati, centinaia sono morti durante la detenzione e molti scomparvero.
I generali nel 1982 hanno cambiato la costituzione senza nessuna consultazione popolare, anzi chi si era opposto è stato ucciso o arrestato. Non è un mistero che la Turchia è ed è stata sempre comandata dietro la quinte dai militari, basterebbe vedere quando c’è il consiglio di sicurezza nazionale ci sono più generali che membri del governo civile.
Infatti, proprio il 20 agosto scorso, i consiglio di sicurezza – in primis i vertici militari turchi – hanno deciso di ignorare il cessate il fuoco proclamato unilateralmente dai separatisti curdi del Pkk e di continuare a portare avanti le operazioni militari lungo il confine con il Kurdistan del l’Iraq che finora con i bombardamenti hanno distrutto diversi villaggi del Kurdistan dell’Iraq, costringendo la popolazione ad abbandonare le loro case verso le grande città.
Bisogna dire che i sondaggi fatti in questi giorni sono quanto mai incerti. Se fonti vicine al partito di maggioranza Akp danno il sì vincente con oltre il 60%, altri media, come Hurriyet e Milliyet, danno una vittoria sul filo del rasoio se non addirittura un pareggio. Per essere approvato, il referendum ha bisogno di passare con il 50% più uno dei votanti.
Peccato che questi sondaggi abbiano ignorato il boicottaggio di 17 milioni di Curdi, che non vedono nessun cambiamento per i diritti della minoranza curda. Il partito curdo Bdp, che al parlamento si era espresso contro il pacchetto, è orientato anche al no nel referendum perché nelle modifiche non si prevede alcun riconoscimento costituzionale dell’identità curda in Turchia.

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