Aggiornato il 10/10/26 at 12:54 pm
di Gulala Salih————Dal 14 al 19 settembre si è svolta la rassegna interculturale “Noi scegliamo di esserci”, un progetto che racchiude i valori e gli obiettivi di UDIK (Unione Donne Italiane e Kurde). Questa iniziativa ha preso vita nel territorio del Miranese grazie al prezioso sostegno della Fondazione Riviera Miranese, che ha creduto fin dall’inizio nella nostra visione.
Abbiamo scelto di chiamarla “rassegna” e non “festival”. Di festival, infatti, ce ne sono centinaia ogni anno; noi cercavamo qualcosa di diverso, con un’identità precisa e un approccio innovativo.
La prima novità è stata l’itineranza. La rassegna non ha avuto una sede fissa, ma ha attraversato cinque Comuni del Miranese: Spinea, Mirano, Dolo, Mira e Campolongo Maggiore. La seconda novità, ancora più significativa, è che l’intera iniziativa è stata ideata e promossa da persone di origine straniera che oggi partecipano attivamente alla vita sociale, culturale e civile del Paese.
Con UDIK vogliamo contribuire a cambiare il lessico e superare i tradizionali concetti di “integrazione” e “inclusione”. Vogliamo andare oltre. Partecipare attivamente alla società significa non aspettare che siano sempre gli altri a organizzare iniziative per noi, a invitarci o a concederci uno spazio di parola. Significa essere protagonisti.
Noi, che spesso veniamo definiti “nuovi italiani”, anche se preferiamo considerarci persone che non sono più straniere, vogliamo prendere l’iniziativa, organizzare eventi e confrontarci sui grandi temi della contemporaneità: politica, diritti, ambiente, pace e parità di genere. Vogliamo valorizzare le competenze e le esperienze che ci hanno permesso di costruire il nostro percorso in un Paese nel quale non siamo nati, ma del quale siamo parte integrante.
Il viaggio è iniziato il 14 settembre 2025 presso la Biblioteca di Spinea, Comune capofila del progetto, con l’inaugurazione della mostra fotografica di Marco Palombi, che attraverso il suo lavoro ha raccontato le emergenze ambientali in diverse parti del mondo.
Da lì abbiamo dato voce a una straordinaria pluralità di artisti, scrittori e attivisti:
•Nura Mussa Ali ha infranto il silenzio con il suo libro “Il tramonto delle mutilazioni”, una profonda riflessione su una violenza ancora troppo nascosta e poco raccontata.
•L’artista afghano Baktash ha esposto opere capaci di rappresentare la guerra, i diritti umani e la natura, mettendo in luce le contraddizioni del nostro tempo.
•L’attivista e scrittrice Saleha ha presentato il libro “La bambina di Kabul”, dando voce alla resistenza e alla lotta delle donne afghane.
•Il fotografo bengalese Royal Mohammed, attivista della comunità LGBTQ+, ha mostrato attraverso i suoi scatti un volto poco conosciuto e affascinante del Bangladesh.
•Fwad Raufi ha condiviso il dramma della rotta balcanica e la difficile realtà dell’Afghanistan attraverso il suo toccante libro “Le miserabili di Kabul”.
Ma “Noi scegliamo di esserci” non si conclude qui.
La seconda fase del progetto entrerà nelle scuole dei Comuni partner attraverso laboratori, incontri e momenti di confronto. Insieme alle studentesse e agli studenti costruiremo la Bandiera della Pace, un percorso che UDIK porta avanti da anni tra l’Italia e il Kurdistan. Una volta completata, la bandiera verrà consegnata ufficialmente ai rappresentanti delle istituzioni a nome di tutti i giovani partecipanti, diventando un simbolo concreto e visibile del loro, e del nostro, desiderio di pace.
Il nostro obiettivo più grande, e al tempo stesso il nostro desiderio più profondo, è trasformare questa rassegna in un appuntamento annuale. Vogliamo farla crescere, arricchirla con nuove iniziative e coinvolgere sempre più persone in un percorso condiviso, fianco a fianco, tra donne che non sono più straniere e donne italiane, unite dagli stessi diritti, dagli stessi valori e dalla stessa volontà di costruire una società più aperta, giusta e solidale.