Kurdistan Iraq. Droni iraniani colpiscono l’ufficio di Masrour Barzani a Erbil

Aggiornato il 18/08/26 at 03:45 pm

di Shorsh Surme –——–Il primo ministro della Regione del Kurdistan iracheno, Masrour Barzani, ha dichiarato lunedì che due droni di fabbricazione iraniana, carichi di esplosivo, hanno preso di mira il suo ufficio privato a Erbil e la residenza del capo dell’agenzia di intelligence regionale Parastin. Le autorità curde hanno definito l’episodio una pericolosa escalation e una violazione della sovranità irachena.
In un comunicato, Barzani ha riferito che un’indagine del Servizio antiterrorismo del Kurdistan ha concluso che il suo ufficio privato e la residenza del direttore di Parastin sono stati colpiti nelle prime ore di lunedì da due droni provenienti dall’Iran.
In una nota separata, il Servizio antiterrorismo ha precisato che l’attacco è avvenuto alle 00.28 ora locale (21.28 GMT) ed è stato condotto con due droni Hedid-110, che, secondo le autorità curde, sarebbero stati lanciati dal territorio iraniano. I velivoli, carichi di esplosivo, hanno preso di mira le due località senza provocare vittime.
In un post su X, Barzani ha condannato gli attacchi “con la massima fermezza”, definendoli “sconsiderati e inaccettabili”, oltre che “una pericolosa escalation e una minaccia diretta alla sicurezza e alla stabilità della Regione del Kurdistan”. Ha aggiunto: “Questi attacchi non ci impediranno di adempiere ai nostri doveri e di proteggere i nostri cittadini”.
Barzani ha ribadito la neutralità della Regione del Kurdistan rispetto ai conflitti che attraversano il Medio Oriente, sottolineando che la regione “non è mai stata parte in causa in queste guerre e tensioni”.
Anche la sede di Masoud Barzani, leader del Partito democratico del Kurdistan (KDP), ha condannato l’attacco, definendolo “illegittimo” e parte di un tentativo di destabilizzare la regione. La dichiarazione si conclude affermando che “l’uso di droni e missili non sarà mai una soluzione ai problemi”.
Il vice primo ministro del Governo regionale del Kurdistan, Qubad Talabani, ha condannato l’attacco, definendolo “una grave violazione della sovranità irachena”. Ha ricordato che la posizione della regione, fin dall’inizio delle tensioni, è stata “chiara, esplicita e a favore della pace e della stabilità”. Secondo Talabani, gli attacchi ignorano il ruolo pacifico della regione e rappresentano “una palese violazione della sovranità nazionale”.
Anche il ministro per gli Affari delle minoranze, Aydin Marouf, ha condannato l’attacco contro il distretto di Pirmam, che ha colpito l’ufficio del primo ministro e la residenza del direttore di Parastin. Marouf ha ricordato che la regione “è sempre stata una valvola di sicurezza e un attore attivo nella risoluzione delle crisi”, respingendo qualsiasi tentativo di minare la stabilità e la coesistenza pacifica tra le comunità.
Il direttore dell’ufficio stampa del primo ministro, Noureddine Waisi, ha dichiarato ad Asharq Al-Awsat che le autorità sono rimaste “estremamente sorprese” dall’attacco, definendolo “sconsiderato e ingiustificato”. Secondo Waisi, prendere di mira l’ufficio del primo ministro e la residenza del direttore di Parastin rappresenta “una pericolosa e inaccettabile escalation”, soprattutto perché la regione non è stata parte del conflitto sin dal suo inizio.
Waisi ha ricordato che la Regione del Kurdistan “ha sempre sostenuto la pace, il dialogo e buoni rapporti di vicinato basati sul rispetto reciproco e sulla non ingerenza negli affari interni”. Ha aggiunto che colpire la regione, le sue istituzioni e i suoi cittadini è “completamente inaccettabile” e che gli attacchi non impediranno al governo regionale di proteggere la popolazione.
Ha inoltre esortato l’Iran, il governo federale iracheno e la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità e ad agire con urgenza per fermare gli attacchi, ricordando che la regione ha già subito oltre mille attentati, dentro e fuori l’Iraq.
Secondo Waisi, questi attacchi hanno provocato vittime, danni materiali e ingenti perdite alle infrastrutture e alle attività economiche. Ha sottolineato che “la sicurezza della Regione del Kurdistan è parte integrante della sicurezza dell’Iraq e dell’intera regione”.
Secondo i dati disponibili, l’Hedid-110 sarebbe un drone iraniano ad alta velocità, capace di raggiungere circa 510 km/h e dotato di un motore turboelica. Potrebbe volare fino a circa 9 chilometri di altitudine, con un’autonomia di circa un’ora e una gittata nell’ordine dei 350 chilometri, trasportando una testata esplosiva di circa 30 chilogrammi. Il velivolo sarebbe concepito per penetrare rapidamente nello spazio aereo avversario, riducendo i tempi a disposizione dei sistemi di difesa per intercettarlo.
Parallelamente, l’agenzia locale Al-Sumaria ha riferito che gruppi armati avrebbero pianificato l’assassinio del presidente del Consiglio giudiziario supremo iracheno, Faiq Zaidan, inducendo le forze di sicurezza ad adottare misure di protezione straordinarie.
Asharq Al-Awsat aveva già riferito, citando fonti diplomatiche occidentali, di un’intensificazione delle minacce contro esponenti delle istituzioni irachene, tra cui Zaidan e i vertici dei servizi di sicurezza, nel tentativo di ostacolare il piano governativo volto a limitare allo Stato il possesso delle armi.