Gaza. Hamas valuta il piano di pace rivisto dell’Onu: possibile risposta entro la settimana

Aggiornato il 20/06/26 at 05:21 pm

di Shorsh Surme –——Fonti interne a Hamas e alle fazioni palestinesi coinvolte nei colloqui del Cairo riferiscono che è in corso l’esame di una proposta rivista trasmessa dal Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente, Nikolay Mladenov, relativa all’attuazione del piano di pace per Gaza promosso dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump.
Le fonti confermano che Hamas ha informato i mediatori di essere impegnata in consultazioni con la propria leadership e con le altre fazioni della resistenza prima di formulare una risposta ufficiale. Secondo le stesse fonti, una risposta “positiva” potrebbe arrivare entro la settimana, a condizione che i mediatori ottengano garanzie sull’impegno di Israele a rispettare la proposta qualora venisse accettata.
La fase attuale dei colloqui giunge dopo circa due settimane di incontri con i mediatori, tra cui alti funzionari di Egitto, Qatar e Turchia, oltre allo stesso Mladenov e a rappresentanti tecnici delle Nazioni Unite.
La delegazione negoziale di Hamas, guidata da Khalil alHayya, ha lasciato il Cairo venerdì per Istanbul. I mediatori dovrebbero fissare una nuova data per il prossimo ciclo di negoziati, sulla base delle risposte di Hamas e Israele alla proposta delle Nazioni Unite, già rivista due volte e contenente una tabella di marcia per l’attuazione del piano di pace statunitense.
Cosa prevede il documento rivisto
Il documento aggiornato, consegnato a Hamas il 18 giugno, stabilisce che il processo di inventario e stoccaggio delle armi avverrà in modo graduale e parallelo al ritiro israeliano, sotto la supervisione del Comitato Internazionale di Verifica e della Forza di Stabilizzazione, entrambi istituiti dal Consiglio di Pace.
Il testo, elaborato sulla base delle osservazioni di Hamas e delle altre fazioni, nonché dei colloqui tra Mladenov e Israele, è intitolato “Tabella di marcia per l’attuazione del piano di pace Trump”. Esso include linee guida generali su:
• amministrazione e governance;
• gestione del dossier delle armi;
• ruolo del Consiglio di Pace e delle forze internazionali;
• ripresa, ricostruzione e servizi;
• garanzie di partecipazione e attuazione.
Un emendamento rilevante riguarda il dossier delle armi:
“Il processo di inventario, stoccaggio e raccolta delle armi inizierà secondo un protocollo elaborato dal Comitato Nazionale e dalla Forza di Stabilizzazione, comprendente tutti i depositi di armi, i tunnel e i siti di produzione militare”.
Il Comitato Nazionale avrà un ruolo centrale accanto alla Forza di Stabilizzazione internazionale.
Per quanto riguarda le armi personali, esse saranno regolamentate secondo le leggi palestinesi, incluse le licenze individuali. Il documento ribadisce il principio di “un’unica autorità, un’unica legge e un’unica costituzione”, con l’aggiunta dell’espressione “un’unica costituzione” per rassicurare Hamas e le altre fazioni sulla prospettiva di uno Stato palestinese indipendente dotato di una propria carta fondamentale.
Il documento prevede che Hamas ceda tutte le funzioni di governo civile e di sicurezza al Comitato Nazionale durante il periodo di transizione, senza interferenze da parte delle altre fazioni.
Su questo punto è stato raggiunto un accordo verbale per l’integrazione dei dipendenti pubblici, in particolare del settore sanitario, dell’istruzione e della polizia civile, nell’apparato governativo che sarà gestito dal Comitato Nazionale per almeno due anni.
Durante tale periodo, il Comitato attuerà un piano di ripresa, soccorso, ricostruzione e ripristino dei servizi civili e di sicurezza. Il documento propone inoltre la redazione di un accordo di pace sociale che coinvolga tutte le fazioni, le forze politiche e le organizzazioni della società civile, al fine di garantire la cessazione dei combattimenti interni e la stabilità sociale.
Parallelamente, è previsto il dispiegamento graduale di una forza internazionale di stabilizzazione nelle aree da cui si ritireranno le forze israeliane.
Due incontri si sono già svolti al Cairo tra Mladenov e la delegazione di Hamas guidata da alHayya, alla presenza dei mediatori regionali. Questi ultimi hanno insistito sulla necessità di proseguire i colloqui per tentare di raggiungere una svolta e compiere progressi concreti.