Iran. Teheran minaccia Israele, ‘Nuovi attacchi devastanti se continueranno i raid sul Libano’

Aggiornato il 08/06/26 at 06:23 pm

di Shorsh Surme –——–Il comandante del quartier generale centrale iraniano Khatam al-Anbiya, Ali Abdollahi, ha avvertito domenica che Israele subirà ulteriori «colpi devastanti e deplorevoli» qualora intensificasse gli attacchi contro il Libano meridionale e i sobborghi sud di Beirut o decidesse di reagire alle operazioni dell’Iran.
In una dichiarazione diffusa dall’agenzia semiufficiale Fars, Abdollahi ha sottolineato che Israele deve cessare immediatamente le operazioni militari contro il Libano meridionale e la periferia meridionale della capitale. In caso contrario, Teheran avvierà attacchi «devastanti» contro Israele e i suoi sostenitori.
Il comandante ha accusato Israele di aver intensificato quotidianamente le sue «azioni maligne» contro il popolo libanese, con il «via libera» degli Stati Uniti e in assenza di qualsiasi reazione da parte delle organizzazioni internazionali. Ha inoltre denunciato l’uso da parte di Israele di «armi proibite, comprese le bombe al fosforo», definendolo un crimine di guerra.
Abdollahi ha aggiunto che, nonostante i ripetuti avvertimenti iraniani, Israele ha ampliato i suoi attacchi contro il Libano meridionale e ha preso di mira i sobborghi meridionali di Beirut, superando tutte le linee rosse.
Domenica il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha annunciato che la propria Forza Aerospaziale ha lanciato missili balistici contro la base aerea di Ramat David, nel nord di Israele, in risposta ai «diffusi crimini» commessi da Israele nel sud del Libano, tra cui l’uccisione e lo sfollamento di civili.
In una nota diffusa dal proprio organo ufficiale, Sepah News, l’IRGC ha affermato che la base aerea israeliana rappresenta la principale fonte dell’«aggressione» contro il Libano.
Il comunicato ha inoltre ricordato che l’accettazione da parte dell’Iran del cessate-il-fuoco con Stati Uniti e Israele, entrato in vigore l’8 aprile, era subordinata a una tregua su tutti i fronti. Tuttavia, secondo Teheran, Washington e Tel Aviv non hanno rispettato gli impegni assunti e hanno proseguito con «aggressioni e crimini» in Libano, oltre a condurre «attacchi contro le coste e le navi iraniane nello Stretto di Hormuz, nel Mar d’Oman e nell’Oceano Indiano».
L’IRGC ha definito l’operazione di domenica un avvertimento e ha precisato che, qualora l’«aggressione» dovesse ripetersi, la risposta iraniana sarà più ampia e colpirà tutti gli obiettivi americani e israeliani nella regione dell’Asia occidentale.
In un post pubblicato domenica sulla piattaforma X, Mohsen Rezaei, consigliere militare della Guida Suprema Mojtaba Khamenei, ha ribadito che «l’Iran ha ripetutamente affermato che non tollererà violazioni del cessate il fuoco o qualsiasi aggressione contro il Libano». Ha aggiunto che l’azione iraniana rappresenta «un avvertimento affinché cessino le loro azioni malvagie; qualsiasi nuova iniziativa incontrerà una risposta ancora più dura e costi maggiori».
A seguito degli attacchi, l’Autorità per l’Aviazione Civile iraniana ha annunciato la chiusura dello spazio aereo occidentale del Paese fino a nuovo avviso, sulla base di valutazioni di sicurezza, come riportato dall’agenzia semiufficiale Tasnim.
Il cessate-il-fuoco tra Iran, Stati Uniti e Israele, entrato in vigore l’8 aprile, ha posto fine a quaranta giorni di ostilità iniziate dopo gli attacchi congiunti lanciati da Washington e Tel Aviv contro Teheran il 28 febbraio.
Nelle ultime settimane diverse fonti hanno riferito che Iran e Stati Uniti si sono scambiati varie proposte per definire i termini di un accordo di pace e stanno lavorando alla finalizzazione di un memorandum d’intesa volto a porre formalmente fine al conflitto.