Aggiornato il 22/05/26 at 04:09 pm
di Shorsh Surme –——-L’anniversario della Nakba palestinese cade quest’anno in uno dei momenti più drammatici per il Medio Oriente. La guerra tra Israele e Iran ha monopolizzato l’attenzione internazionale, relegando la tragedia di Gaza sullo sfondo del dibattito globale. Mentre media e governi concentrano lo sguardo sul rischio di un conflitto regionale allargato, milioni di palestinesi continuano a vivere sotto assedio, tra distruzione, fame e sfollamenti.
Nelle ultime settimane, l’attenzione mondiale si è spostata sui prezzi del petrolio, sulle rotte marittime e sugli equilibri militari regionali. Parallelamente si sono affievoliti gli appelli per un cessate-il-fuoco nella Striscia e si è ridotta la pressione politica e mediatica su Israele riguardo alle accuse di violazioni contro i civili palestinesi. Secondo molte analisi, il nuovo scenario bellico avrebbe contribuito a distogliere l’attenzione internazionale dalla situazione umanitaria a Gaza.
Durante il conflitto nella Striscia, oltre 73mila palestinesi sarebbero stati uccisi o risultano dispersi sotto le macerie, mentre centinaia di migliaia di persone sono rimaste ferite. Intere città sono state devastate, ospedali e scuole resi inutilizzabili e i campi per sfollati colpiti dai bombardamenti. La popolazione continua inoltre a fare i conti con la scarsità di cibo, medicinali, acqua ed elettricità.
La crisi non riguarda soltanto Gaza. In Cisgiordania, negli ultimi mesi, si sono intensificati gli attacchi dei coloni israeliani contro villaggi e comunità palestinesi. Secondo diverse organizzazioni internazionali, aggressioni, incendi di abitazioni e incursioni armate starebbero contribuendo a modificare progressivamente gli equilibri demografici sul territorio attraverso l’espansione degli insediamenti.
Per molti palestinesi, quanto accade oggi rappresenta una prosecuzione della Nakba iniziata nel 1948. Non soltanto un evento storico, ma un processo ancora in corso che continua a incidere sulla vita, sull’identità e sulla presenza palestinese nei territori occupati.
Con il mondo assorbito dal confronto tra Israele e Iran, la questione palestinese appare ancora una volta subordinata ai grandi interessi geopolitici internazionali. Le immagini provenienti da Gaza hanno progressivamente lasciato spazio ai reportage su missili, basi militari e strategie regionali, mentre nella Striscia proseguono bombardamenti, assedio e crisi umanitaria.
Nonostante ciò, la causa palestinese continua a mantenere una forte rilevanza simbolica e politica a livello internazionale. Gaza è ormai percepita da molti come il simbolo della resilienza di una popolazione intrappolata tra guerra, occupazione e isolamento diplomatico.
Nel giorno della Nakba, i palestinesi chiedono non solo solidarietà, ma iniziative concrete della comunità internazionale per garantire protezione ai civili, continuità negli aiuti umanitari e la fine dell’impunità per le violazioni commesse durante il conflitto.