Aggiornato il 04/05/26 at 05:18 pm
di Shorsh Surme –——-Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato di voler esaminare la nuova proposta iraniana per i negoziati di pace, pur manifestando forti dubbi sulla possibilità di accettarla. Nel frattempo, un alto ufficiale militare iraniano ha avvertito che una ripresa dei combattimenti resta «una possibilità».
Le dichiarazioni arrivano dopo che le agenzie di stampa iraniane Tasnim News Agency e Fars News Agency hanno riferito che Teheran ha presentato al Pakistan una proposta articolata in 14 punti. Secondo Tasnim, il documento prevede la fine della guerra su tutti i fronti e l’istituzione di un nuovo quadro per la gestione dello Stretto di Hormuz.
«Esaminerò il piano che l’Iran ci ha appena inviato, ma non riesco a immaginare che sarà accettabile, poiché non hanno ancora pagato il giusto prezzo per ciò che hanno fatto», ha dichiarato Trump.
Interpellato dai giornalisti a West Palm Beach, in Florida, il presidente non ha voluto precisare quali condizioni potrebbero portare a un nuovo attacco militare contro l’Iran. «Se si comportano male, se fanno qualcosa di sbagliato… per ora vedremo. Ma è certamente una possibilità», ha affermato.
Domenica, le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno sostenuto che gli Stati Uniti si trovano di fronte a due sole opzioni: un’operazione militare «impossibile» oppure un «cattivo accordo» con la Repubblica Islamica.
Il conflitto è iniziato il 28 febbraio con attacchi statunitensi e israeliani contro l’Iran, prima del cessate il fuoco raggiunto l’8 aprile dopo un unico ciclo di colloqui in Pakistan. Da allora, i negoziati diretti si sono arenati: Washington ha imposto un blocco navale ai porti iraniani, mentre Teheran ha mantenuto di fatto chiuso lo Stretto di Hormuz.
In un comunicato diffuso dalla televisione di Stato, i servizi segreti delle Guardie Rivoluzionarie hanno affermato che Trump deve «scegliere tra un’operazione impossibile o un cattivo accordo», sostenendo che «il margine di manovra dell’America si è ridotto». Hanno inoltre evidenziato un presunto «cambiamento di tono» da parte di Cina, Russia ed Unione Europea nei confronti di Washington, oltre a una «scadenza» fissata da Teheran per la fine del blocco navale.
Secondo il sito statunitense Axios, che cita due fonti informate, l’Iran avrebbe dato agli Stati Uniti un mese di tempo per raggiungere un’intesa sulla riapertura dello Stretto di Hormuz, la revoca del blocco navale e la conclusione definitiva dei conflitti in Iran e in Libano.
Trump ha confermato di aver ricevuto la proposta, ribadendo però che «non sarà accettabile».
La stampa iraniana ha dichiarato che Teheran ritiene che le questioni ancora aperte «debbano essere risolte entro 30 giorni» e che i negoziati debbano concentrarsi «sulla fine della guerra, non sul prolungamento del cessate il fuoco». Tra i punti irrisolti figurano il ritiro delle forze statunitensi dalle aree vicine all’Iran, la revoca del blocco navale, lo sblocco dei beni iraniani congelati e l’eliminazione delle sanzioni.
Le condizioni iraniane includono inoltre «la fine della guerra su tutti i fronti, compreso il Libano, e un nuovo meccanismo per la gestione dello Stretto di Hormuz».