Aggiornato il 11/03/26 at 03:13 pm
di Shorsh Surme –—-Marzo è un mese carico di significati per il popolo curdo: un intreccio di dolore, memoria, rivolte e rinascite che attraversa l’intera storia del movimento di liberazione.
1° marzo – Una giornata di profondo lutto per i curdi. In questo giorno si spense Mulla Mustafa Barzani, leader storico e simbolo della lotta nazionale, una figura che ha segnato in modo indelebile il destino del Kurdistan.
5 marzo – L’anniversario della grande rivolta del 1991. In questa data il popolo e le forze Peshmerga insorsero contro il regime baathista, liberando città e istituzioni oppressive. La rivolta, iniziata a Ranya, aprì la strada alla nascita del Governo Regionale del Kurdistan e del Parlamento, oggi considerati un modello di governance e sviluppo nella regione.
6 marzo – Una ricorrenza dolorosa. In questo giorno la più grande rivoluzione curda del Novecento fu soffocata da una vasta cospirazione regionale e internazionale. Con l’“Accordo di Algeri”, firmato da Iraq e Iran sotto l’egida degli Stati Uniti, la Rivoluzione di Settembre — dopo quindici anni di lotta — venne tradita e repressa.
11 marzo – Una data storica. Nel 1970, grazie alla determinazione del popolo curdo, ai sacrifici dei Peshmerga e alla resistenza dei combattenti, il governo iracheno fu costretto per la prima volta a riconoscere i diritti del popolo curdo e a concedere l’autonomia. Il curdo divenne così la seconda lingua ufficiale del Paese.
14 marzo – Nel 1903 nacque Mulla Mustafa Barzani, leader e simbolo della causa curda, che dedicò la sua vita alla libertà e alla dignità del suo popolo.
16 marzo – Una delle tragedie più oscure della storia curda. In questo giorno del 1988 la città di Halabja fu colpita da armi chimiche proibite a livello internazionale, causando il martirio di circa 5.000 civili innocenti. Un crimine che resta una macchia indelebile sul regime baathista.
21 marzo – Nowruz, il Capodanno curdo. La leggenda narra che in questo giorno l’eroe Kawa sconfisse il tiranno Zahhak, inaugurando un “Nuovo Giorno” per i curdi. Oggi siamo nell’anno curdo 2724. Il 21 marzo 1991, inoltre, la città di Kirkuk fu liberata per la prima volta dal dominio baathista.
31 marzo – Una doppia ferita nella memoria collettiva. In questa data venne giustiziato Qazi Muhammad, primo presidente della Repubblica del Kurdistan a Mahabad. È anche il giorno dell’“Esodo di un milione di uomini”, il drammatico sfollamento di massa del 1991.
Il popolo curdo, come molti altri popoli che hanno lottato a lungo per i propri diritti, porta nel cuore un’eredità fatta di dolore e speranza. Per questo marzo appare come un mese in cui tragedie e conquiste si intrecciano: un tempo di rivolte e vittorie, ma anche di profondi sacrifici. Attraverso queste ricorrenze, i curdi rinnovano la loro determinazione a proseguire il cammino verso la libertà, la dignità e il pieno riconoscimento dei propri diritti.