Iran. Nuovi attacchi nel Golfo: colpiti Kuwait e Bahrein, cresce la tensione nel nono giorno di guerra

Aggiornato il 09/03/26 at 01:52 pm

di Shorsh Surme–——Nuova ondata di attacchi missilistici e con droni iraniani ha colpito domenica diversi Paesi del Golfo, causando danni a strutture civili in Kuwait e Bahrein. Gli episodi si inseriscono nel nono giorno del conflitto che vede Stati Uniti e Israele contrapposti alla Repubblica Islamica dell’Iran, in un’escalation che sta progressivamente coinvolgendo l’intera regione.
In Kuwait, il Ministero degli Interni ha annunciato la morte di due guardie di frontiera, definite «martiri» perché cadute mentre svolgevano il loro dovere nazionale. Le autorità non hanno fornito ulteriori dettagli sull’attacco. Dall’inizio della guerra, Teheran sostiene di colpire esclusivamente interessi e basi statunitensi nella regione del Golfo, ma diversi raid hanno raggiunto anche infrastrutture civili e centri economici.
Il presidente iraniano Masoud Pezeshkian ha avvertito che l’Iran «sarà costretto a rispondere» qualora i Paesi confinanti permettano l’utilizzo del loro territorio per operazioni militari contro Teheran. Già sabato il capo dello Stato aveva espresso rammarico verso i Paesi vicini per i danni subiti, mentre questi ultimi continuano a negare di aver autorizzato attacchi contro la Repubblica Islamica.
Secondo quanto riferito dall’esercito kuwaitiano, un drone ha colpito i serbatoi di carburante dell’aeroporto internazionale di Kuwait City. L’agenzia ufficiale ha precisato che l’incendio è stato rapidamente domato e che non si registrano feriti. Tuttavia, altre strutture civili hanno subito danni materiali a causa della caduta di schegge e detriti. L’Istituto pubblico per la sicurezza sociale ha segnalato danni al proprio edificio principale. Nel frattempo, la Kuwait National Petroleum Company ha annunciato una riduzione precauzionale della produzione di petrolio.
In Bahrein, il Ministero dell’Interno ha denunciato un attacco «indiscriminato» con drone contro un impianto di desalinizzazione. L’azione è avvenuta dopo che il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC) aveva rivendicato un attacco alla base navale statunitense di Juffair. Le autorità bahreinite hanno assicurato che la rete idrica non è stata compromessa. A Muharraq, tuttavia, tre persone sono rimaste ferite a causa della caduta di frammenti di missile su un edificio universitario.
Anche altri Paesi della regione hanno registrato attività ostili. In Arabia Saudita, il Ministero della Difesa ha dichiarato di aver intercettato 33 droni, evitando danni e vittime. Uno dei velivoli senza pilota avrebbe preso di mira il quartiere diplomatico di Riad, ma è stato neutralizzato dalle difese aeree. Un altro drone ha colpito l’area del giacimento petrolifero di Shaybah.
Negli Emirati Arabi Uniti, le autorità hanno riferito che i sistemi di difesa hanno individuato 17 missili balistici: sedici sono stati intercettati, mentre uno è caduto in mare senza provocare conseguenze.
L’intensificarsi degli attacchi segnala un allargamento del conflitto oltre i confini originari, con il rischio crescente di destabilizzazione dell’intero Golfo Persico e delle principali rotte energetiche mondiali.