Iran. Bombardate basi militari e siti strategici, oltre mille civili uccisi secondo HRANA

Aggiornato il 04/03/26 at 02:01 pm

di Shorsh Surme –——Le basi missilistiche, militari e di sicurezza iraniane, situate in diverse province del Paese e nel Kurdistan orientale, continuano a essere attaccate e bombardate da ieri sera fino alla mattina di mercoledì. Potenti esplosioni sono state udite a Teheran, Karaj, Isfahan, Qom e Shiraz, mentre sono stati segnalati attacchi contro basi militari anche nelle province del Kurdistan orientale.
È stato inoltre riferito di un attacco alla centrale nucleare di Natanz, nella provincia di Isfahan, ma i media ufficiali iraniani non hanno né confermato né smentito la notizia. Secondo l’agenzia di stampa ISNA, il comandante delle Guardie della Rivoluzione, Abdul Hamid Rahbar, e altri quattro soldati sarebbero stati uccisi in un attacco a Isfahan.
L’esercito israeliano ha dichiarato mercoledì mattina di aver lanciato una massiccia ondata di attacchi contro obiettivi iraniani, tra cui “lanciamissili, sistemi di difesa aerea e altre infrastrutture militari”.
A causa delle crescenti interruzioni di Internet e delle linee di telefonia mobile in Iran, diventa sempre più difficile far arrivare notizie all’estero, così come diffondere informazioni all’interno dell’Iran e del Kurdistan orientale.
Secondo l’ultimo rapporto dell’agenzia statunitense Human Rights Activists’ News Agency (HRANA), almeno 1.097 civili sono stati uccisi in Iran dall’inizio dell’offensiva, il 28 febbraio. Tra le vittime figurano 181 bambini sotto i 10 anni. Il numero dei feriti è salito a 5.402, tra cui circa 100 bambini.
Il comandante del Comando Centrale statunitense (CENTCOM) ha dichiarato che finora sono state distrutte 17 navi iraniane e colpiti circa 2mila obiettivi all’interno dell’Iran.
“Nessuna nave iraniana si sta attualmente muovendo nel Golfo Persico, nello Stretto di Hormuz o nel Mar dell’Oman”, ha affermato il comando in un video pubblicato sul social network X.
Secondo il comandante del CENTCOM, oltre 50mila soldati, 200 aerei da guerra e due portaerei stanno partecipando alle operazioni, mentre ulteriori equipaggiamenti e capacità militari sarebbero in arrivo.
Il comandante ha inoltre affermato che l’Iran ha utilizzato più di 500 missili balistici e oltre 2mila droni negli attacchi di rappresaglia. Ha aggiunto che il sistema di difesa aerea iraniano sarebbe stato indebolito e che centinaia di missili balistici, lanciamissili e droni iraniani sarebbero stati distrutti dagli attacchi statunitensi e israeliani.
Nel suo diciottesimo rapporto, l’Ufficio comunicazioni delle Guardie Rivoluzionarie iraniane ha annunciato la piena prontezza delle forze di terra per la guerra. La dichiarazione afferma che le forze terrestri hanno partecipato a tre operazioni simultanee, lanciando 230 droni contro la base statunitense di Erbil, contro le basi delle forze del Kurdistan orientale nella regione del Kurdistan e contro basi statunitensi in Kuwait.
Secondo l’agenzia iraniana Tasnim, le Guardie Rivoluzionarie stanno utilizzando una tattica militare a fasi contro Stati Uniti e Israele per neutralizzare i loro sistemi antimissile. Nella prima fase vengono impiegati missili a combustibile liquido progettati per esplodere in più frammenti indipendenti, costringendo i sistemi antimissile a intercettare diversi bersagli contemporaneamente. Questo, secondo il rapporto, spiegherebbe le esplosioni simultanee avvenute in Israele.
Nella fase successiva, quando i sistemi antimissile sono già impegnati, entrerebbero in azione missili a combustibile solido, più difficili da intercettare.
Dopo l’attacco all’edificio del Consiglio degli Esperti della Leadership, si sono diffuse rapidamente voci secondo cui il Consiglio, composto da 88 membri, avrebbe tentato di tenere una riunione d’emergenza per nominare un nuovo leader.
Diversi media hanno smentito le notizie secondo cui Hassan Rouhani e Mojtaba Khamenei, figlio della Guida suprema, sarebbero stati nominati alla carica. Tuttavia, alcune fonti affermano che i membri del Consiglio degli Esperti si sarebbero riuniti online, anche se l’informazione non è stata ancora confermata ufficialmente.