Aggiornato il 16/02/26 at 01:38 pm
di Shorsh Surme –—–Nonostante l’accordo tra le Forze Democratiche Siriane (SDF) e il governo siriano per evitare un’escalation delle tensioni, diversi media segnalano un nuovo scenario pericoloso legato alla formazione di una forza chiamata Brigata Quds. Secondo fonti giornalistiche, questa unità starebbe attaccando combattenti curdi e creando instabilità nel Kurdistan occidentale, meglio conosciuto come Rojava. La sua composizione sarebbe formata da “persone molto pericolose”.
La Brigata Quds sarebbe stata costituita nel campo di Azraq, nell’area di al-Bab, nella regione orientale di Aleppo, sotto la guida di un comandante noto come Abu Obaida.
Il principale motivo di preoccupazione è che l’obiettivo del gruppo sarebbe quello di espandere l’influenza del governo siriano nella provincia di Hasakah e nelle zone circostanti, sotto la supervisione di Hezbollah. Ciò suggerisce che l’accordo attuale rappresenti solo un modo per guadagnare tempo, senza offrire una soluzione reale e duratura.
Secondo le informazioni disponibili, la nuova forza starebbe reclutando individui con “precedenti penali e pessima reputazione”, offrendo stipendi elevati (circa 600 dollari) e vari privilegi economici, aumentando così il rischio per i civili di Hasakah.
Alcuni dei nuovi combattenti sostengono che l’accordo tra governo siriano e Hezbollah sia vicino alla scadenza, lasciando intendere la possibilità di una vasta offensiva contro le aree controllate dalle SDF a Hasakah e Qamishli.
Nonostante la narrativa apparentemente distensiva diffusa dai media, il dispiegamento della Brigata Quds e il movimento di armi pesanti intorno a Hasakah indicano che il nordest della Siria sta attraversando cambiamenti militari significativi e che la fiducia tra le parti coinvolte è ai minimi storici.
Fonti vicine al governo siriano riferiscono che qualsiasi attacco diretto contro le SDF o contro il Kurdistan occidentale comporterebbe l’immediata reintroduzione delle sanzioni statunitensi ed europee. Per questo motivo, Damasco avrebbe scelto di creare la Brigata Quds nel campo di Azraq, così da poter negare un coinvolgimento diretto in eventuali operazioni militari.
Secondo alcuni osservatori, il rischio maggiore è che l’invio di combattenti sunniti da Latakia e Jableh verso Hasakah possa alimentare un conflitto arabo-curdo. Il governo siriano, in questo modo, cercherebbe di far apparire gli scontri come un’iniziativa delle comunità arabe, così da ottenere alleati e ridurre la pressione internazionale.
Le SDF sono consapevoli della minaccia e negli ultimi giorni hanno aumentato il livello di allerta nelle aree di Tamas. Hezbollah, tramite intermediari russi, avrebbe inviato un messaggio diretto: «Non giocate col fuoco. La Brigata di Gerusalemme sarà la tomba degli accordi».
Questi movimenti militari dimostrano che il governo siriano sta giocando una partita rischiosa. L’invio di armi pesanti e di combattenti con pessima reputazione indica che Damasco non ha abbandonato l’opzione militare, nonostante i gravi avvertimenti ricevuti.
La coalizione guidata dagli Stati Uniti ha fatto sapere, in modo indiretto, che qualsiasi destabilizzazione nelle aree controllate dalle SDF sarà considerata una minaccia alla sicurezza delle forze statunitensi. Nelle ultime 24 ore, i voli di ricognizione su Hasakah e lungo la strada M4 sono aumentati per monitorare eventuali movimenti militari, in particolare quelli della Brigata Quds.