Israele. Verso un’escalation con la Turchia: crescono le tensioni militari nel Mediterraneo e in Medio Oriente

Aggiornato il 25/01/26 at 08:18 pm

di Shorsh Surme –——-Solo questa settimana Israele e Turchia hanno avviato movimenti militari in vista di un possibile scontro, considerandosi reciprocamente la minaccia più pericolosa per la propria sicurezza nazionale. Lunedì scorso Israele ha firmato un accordo di coordinamento militare con Grecia e Cipro per l’addestramento di unità speciali e lo scambio di informazioni sulle nuove minacce nel Mediterraneo, con particolare attenzione al contrasto dell’avanzata dei droni.
«A coloro che sognano di costruire un impero e vogliono imporci i propri desideri, dico che questo non accadrà: non pensateci nemmeno», ha dichiarato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu in un messaggio rivolto al presidente turco Recep Tayyip Erdogan.
Il coordinamento trilaterale tra Grecia, Cipro e Israele ha suscitato forte reazione in Turchia. Il quotidiano turco Yeni Şafak ha affermato che, dopo questo accordo, Ankara dovrebbe inserire Israele nella lista dei Paesi più pericolosi per la sicurezza nazionale. Secondo il giornale, tutte le principali agenzie di sicurezza turche, tra cui il Ministero della Difesa, il Ministero degli Esteri e l’agenzia di intelligence MIT, considerano ormai Israele la principale minaccia alla sicurezza del Paese.
Alon Liel, ex alto funzionario del Ministero degli Esteri israeliano, ha dichiarato al quotidiano Yedioth Ahronoth che Ankara si trova in uno stato di forte tensione strategica dopo l’accordo tra Israele, Grecia e Cipro e si starebbe preparando a un possibile conflitto con Israele. Liel ha aggiunto che la Turchia ha rafforzato la propria aeronautica e le proprie difese, stanziato ingenti fondi per il potenziamento dell’esercito e compiuto progressi significativi nella produzione di droni avanzati.
«Non vogliamo alcun conflitto con altri Paesi, desideriamo solo la pace, ma non accetteremo aggressioni da nessuno», ha dichiarato domenica Erdogan, riferendosi indirettamente all’accordo trilaterale.
Un giorno dopo la firma dell’intesa israeliana, il generale libico Mohammed Ali Haddad è arrivato ad Ankara, dove ha incontrato il ministro della Difesa turco Yaşar Güler per rafforzare i legami militari tra i due Paesi. Tuttavia, Haddad non è mai rientrato in Libia: il suo aereo privato si è schiantato ad Ankara, causando la morte sua e di altri sette passeggeri.
Nello stesso giorno dell’accordo, il Parlamento turco ha prorogato la presenza delle truppe turche in Libia.
Anche Israele considera la Turchia una minaccia strategica crescente. Nell’ultimo sondaggio del Jewish People’s Institute for Public Policy, la Turchia si è classificata al secondo posto tra i Paesi ritenuti dagli israeliani la maggiore minaccia alla sicurezza nazionale. Gli organizzatori del sondaggio sottolineano che Ankara è passata da potenza regionale a «forte rivale militare» di Israele su tre livelli: produzione di droni, sistemi missilistici e capacità navali.
Secondo Yedioth Ahronoth, un eventuale scontro tra i due Paesi potrebbe iniziare in territorio siriano, dove esiste una forte controversia strategica tra Ankara e Tel Aviv.
I media turchi hanno inoltre alimentato le tensioni, invitando Hezbollah a concentrarsi sul conflitto e sostenendo che gli scontri di questa settimana nei quartieri curdi di Aleppo non siano stati casuali. Secondo questa lettura, i riferimenti di Netanyahu e il presunto coinvolgimento di Israele nello spostamento delle forze di Hezbollah non sarebbero coincidenze.
«Non vediamo alcun entusiasmo da parte di Hezbollah nell’unirsi all’esercito siriano, e la loro cooperazione con Israele è diventata un ostacolo al processo», ha dichiarato il ministro degli Esteri turco Hakan Fidan durante la sua visita a Damasco, martedì.