Proteste notturne a Teheran: slogan contro Khamenei e sostegno ai Pahlavi Scioperi nel bazar e manifestazioni anche in altre città. Le forze di sicurezza intervengono con gas lacrimogeni.

Aggiornato il 31/12/25 at 06:54 pm

di Shorsh Surme –———Secondo quanto riportato da Iran International, sono proseguite nella serata di ieri le proteste iniziate nel bazar di Teheran e in numerose altre città iraniane. Nonostante l’oscurità, gruppi di cittadini hanno continuato a manifestare scandendo slogan contro la Guida suprema Ali Khamenei ed esprimendo sostegno alla famiglia Pahlavi.
A Teheran, presso la stazione della metropolitana di Saadi, i manifestanti hanno intonato cori come “Reza Shah, che la tua anima riposi in pace”, in riferimento a Reza Shah Pahlavi. A Malard, nel distretto di Marlik, si sono invece levati slogan quali “Questa è la battaglia finale, Pahlavi sta tornando” e “Morte al dittatore”.
Nel frattempo, nella capitale e in altre città del Paese è stata dispiegata una massiccia presenza di forze di sicurezza e reparti speciali con l’obiettivo di reprimere le manifestazioni. Anche diverse associazioni professionali e gruppi studenteschi hanno annunciato nuove proteste per la giornata di martedì.
I commercianti di vari settori della capitale hanno proseguito lo sciopero per il secondo giorno consecutivo, organizzando raduni e marce e scandendo slogan come “Morte al dittatore” e “Questa è la battaglia finale, Pahlavi sta tornando”. In risposta, le forze di sicurezza sono ricorsi a cariche per disperdere manifestanti e negozianti.
Nel contesto del peggioramento della situazione economica, Ahmad Bakhshayesh Ardestani, membro del Comitato per la Sicurezza Nazionale del Parlamento iraniano, ha espresso preoccupazione per il rischio che le rivendicazioni economiche assumano una dimensione politica più ampia. Secondo il deputato, l’instabilità persistente del mercato potrebbe portare a nuovi aumenti dei prezzi e alimentare ulteriormente il malcontento popolare.
“Questa situazione sta creando insoddisfazione e spingerà ancora la gente a scendere in piazza”, ha dichiarato, sottolineando la necessità di un intervento da parte del parlamento e del governo per evitare un’escalation. Ha inoltre aggiunto che, in base ai principi delle scienze politiche, i gruppi economicamente svantaggiati tendono col tempo a trasformarsi in gruppi politicamente osteggiati, soprattutto in Paesi come Iran, Cina e Russia, invitando a mantenere le proteste entro un quadro professionale per facilitarne la gestione.
Le manifestazioni nel bazar di Teheran, proseguite per il secondo giorno consecutivo, sono state nuovamente represse con l’uso di gas lacrimogeni, mentre i manifestanti continuavano a scandire slogan